Asfalto cocente, desolato, arido.
Io sono un mozzicone,
Calpestato dalla gente,
Calpestato dall’insolenza,
Calpestato dall’incoscienza.
Io, qui, soccombo,
Attimo dopo attimo brucio, perisco, ma non mi dissolvo.
Che colpa ne ho io, se dall’alto della tua conoscenza
Sei rimasto inerte, o essere umano?
Ignota è la mia sorte, ma
nitido e chiaro
il fatale avvenire della realtà
si staglia contro
l’infinita diversità delle specie.
A cura di Antonello Cappellano, Leo di Terlizzi e Paolo Pipolo