Liliana Segre; il coraggio di una vittima dell’Olocausto

Il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, è ogni anno un’occasione fondamentale per riflettere sulla pagina piu’ buia della storia europea, l’Olocausto. Attraverso le parole e i ricordi dei sopravvissuti e dei loro familiari, viene tramandato il ricordo della crudeltà assoluta della Shoah, in ebraico “tempesta devastante”.

Tra quanti in Italia si fanno carico di questo compito cruciale per la nostra società vi è la Senatrice a vita Liliana Segre. Nonostante da anni ormai la Segre abbia deciso di dedicare il proprio impegno civile alla tutela del ricordo dei milioni spariti nei campi di concentramento nazisti, il Giorno della Memoria assume, nei suoi interventi, un valore particolarmente profondo e simbolico.

Nella sua vicenda personale vi è il calvario di tutto un popolo. Prima l’allontanamento dalla scuola e dalla società, decretato dalle leggi razziali volute dal regime fascista, poi la deportazione in uno degli infiniti treni della morte verso il campo di Auschwitz-Birkenau il 30 gennaio 1944 a soli 13 anni insieme al padre.

Quest’ultimo morì quasi subito all’arrivo nel campo; la giovane Liliana invece sopravvisse e, liberata dal campo poco più di un anno dopo, il primo maggio 1945, dai soldati russi, fece ritorno in Italia.

Il binario 21, sepolto nelle viscere della stazione di Milano, il luogo da cui è iniziato il tragico viaggio della Senatrice verso la Polonia, è diventato, anche grazie al suo impegno civile, un importante Museo.

Anche quest’anno la Senatrice, con il pensiero rivolto proprio a quel binario 21, ha pronunciato un importante intervento, severo, solenne e dolente, in cui emerge il dolore per il riaffacciarsi della guerra in Europa e in Medio oriente.

Museo della Shoah con il binario 21 da dove partirono i convogli diretti a campi di sterminio nazisti

Con le sue parole la Senatrice, che si afferma “sgomenta” dalle contraddizioni che attraversano la nostra società, s’impegna per correggere quella che dall’inizio della nuova guerra israelo-palestinese è un’interpretazione distorta proprio del giorno della memoria.

“Io non penso proprio di dover rispondere, di dovermi discolpare in quanto ebrea, di quello che fa lo Stato di Israele”, ha osservato, sottolineando inoltre “Trovo sbagliato mescolare cose completamente diverse, come hanno fatto tanti che hanno pensato di mettere in discussione il 27 gennaio per quello che sta succedendo a Gaza”.

La guerra scatenata da Hamas nei confronti di Israele il 7 ottobre scorso, con una serie di attacchi combinati che hanno provocato oltre 1600 morti in Israele, migliaia di feriti e il rapimento di circa 300 israeliani, ha avuto un effetto deflagrante sul Medio Oriente che, come sottolineano tutti gli analisti politici, non potrà tornare allo status quo ante.

L’attacco di Hamas ha anche fatto emergere contraddizioni ed enigmi latenti nelle nostre società aprendo nuovo interrogativi, specie di fronte alla reazione israeliana nei confronti della popolazione di Gaza, e facendo riemergere anche il virus dell’antisemitismo che sembrava a torto consegnato alla storia.

Dal 7 ottobre, l’ Europa ha registrato un aumento esponenziale degli episodi di antisemitismo, che sembra avere trovato nuovo terreno fertile nelle fasce più giovani della società europea grazie alla propaganda online, insidiosa e difficile da prevenire.

Sono molte le città europee, e soprattutto i cimiteri in Europa, dove muri e lapidi vengono oltraggiate con svastiche con il crescente scopo di svilire il ricordo della shoah. In Italia, a Roma, nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, due pietre d’inciampo sono state verniciate di nero a Trastevere in Via Dandolo e poi di nuovo altre due a via Mameli.

Come ha riportato il Corriere della Sera, a Vienna, la notte di Ognissanti, è stato appiccato un incendio proprio nel cuore del cimitero ebraico, nella sala delle cerimonie di rito ebraico e contemporaneamente sono state disegnate svastiche sui pochi muri rimasti illesi dalle fiamme.

Secondo la Senatrice Segre l’aggravarsi del sentimento antisemita in Europa è causato anche dal sistema scolastico che viene da lei giudicato “fallimentare”. Prende dunque l’iniziativa di promuovere uno sforzo più ampio nell’educazione civica degli studenti a tutti i livelli, per evitare e fermare la discesa nell’abisso dell’odio antisemita di cui l’Europa è già stata testimone poco meno di un secolo fa.

Proprio su questo tema si sente un alto livello di preoccupazione dalla senatrice, che ribadisce con orgoglio il suo status meritato di nonna, e soprattutto di “nonna che finora ha molto sperato nel futuro, mentre questo periodo così triste così, pericoloso per tutti, così violento negli atti di tutti i giorni a prescindere dalle guerre e con le guerre, mi fa pensare e purtroppo lo dico tante volte di essere vissuta invano”.

Quest’ansia si sente molto anche quando la senatrice avverte: “saranno i nuovi italiani. Saranno quelli che andranno a votare mentre il 40% come sappiamo non vota. Saranno quelli che saranno in grado di dire veramente : mai più. Altrimenti saranno, purtroppo per loro, degli indifferenti”.

Basti pensare alla catastrofe culturale che è alla base della cattiva interpretazione del vero significato del giorno della Memoria: “sembra che qualcuno abbia scambiato il giorno della Memoria per una specie di regalo fatto agli ebrei. Un regalo da revocare se gli ebrei si comportano male”.

Invece, la Senatrice ribadisce che il 27 gennaio non è che un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah; “Il 27 gennaio serve per ricordare agli europei un crimine europeo e agli italiani, purtroppo, un crimine anche italiano”.

Il 27 gennaio, ogni anno, serve di allarme che richiami all’attenzione di tutti i cittadini che il totalitarismo e i regimi fondati sull’odio e la discriminazione non provocano altro che un mondo colmo di odio, ingiustizia e violenza, e non quello che un secolo fa si sarebbe descritto dalle parti interessate dalla creazione dei lagher “una società superiore e pura nella sua omogeneità”.

“Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”, diceva il politico e filosofo Edmund Burke nella metà del 1700: è importante dunque educarsi sui fatti, tenere conto delle sofferenze degli altri e prestare le orecchie alle testimonianze di tutte le varie comunità che compongono la società moderna, e imparare dal passato affinché non ripeterne gli errori.

A cura di Costanza Santillo

Referenze:
https://www.memorialeshoah.it/notizia/il-discorso-di-liliana-segre-30-gennaio-2024/

https://www.icmassimotroisinapoli.edu.it/liliana-segre-monumento-vivente-della-shoah

https://lab.repubblica.it/2023/7-ottobre-attacco-hamas-israele/

https://www.rainews.it/articoli/2023/11/incendio-nel-settore-ebraico-del-cimitero-di-vienna-svastiche-sui-muri-51b67cc2-2f34-4965-8eca-8c8e10a923e4.html

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