#SveliamolaViolenza

Dissenso, protesta, competizione.

Sono le tre dimensioni dell’agire politico violento. Il dissenso è l’espressione del malcontento di una parte della comunità nei confronti dell’autorità politica di una collettività in un determinato momento storico. La classe politica è vista come illegittima agli occhi di chi dissente, che in essa non si riconosce. La protesta è conseguenza del dissenso, e rappresenta un modo non convenzionale di esprimere il conflitto. La competizione per il potere è invece connaturata in tutti i tipi di regimi, soprattutto in quelli democratici, nei quali si attua nei limiti della legge e di regole ben precise.

Una buona dose di opposizione potrebbe essere un indicatore positivo per la tenuta democratica, poiché implica partecipazione. Quando la reazione eccede diventa un elemento dannoso, poiché

nella violenza politica si annida l’odio,

nella violenza politica si perde la fiducia,

nella violenza politica si offusca la ragione.

In qualsiasi tipo di competizione sono previste determinate regole e limiti da non oltrepassare. In un contesto competitivo le forze in campo si riconoscono nel sistema in cui operano, vogliono raggiungerne l’apice del sistema senza destabilizzarlo, operando in una logica di “ottieni il potere, mantieni il potere”.

Man mano che si oltrepassano i limiti e le regole vigenti non vengono più rispettate e il sistema perde legittimità e questa perdita di legittimità, a sua volta, alimenta l’infrazione delle regole stesse, e così via, si genera un vero e proprio circolo vizioso. Questo tipo di violenza determina il passaggio dalla stabilità all’instabilità.

Solo quando la pace sociale viene a mancare, si comprende che essa è oro colato, non metallo di poco conto.  Per istaurarsi la pace sociale può impiegare anche decenni, ma può essere minata in un istante. Dobbiamo riconoscere la necessità di una società equilibrata, né troppo statica, né troppo facinorosa, in modo da non sfociare nell’apatia ma neanche nel caos.

Sveliamo insieme la violenza politica.

A cura di Emilio Patrissi e Lucio Saltarelli

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