Vediamo. Sentiamo. Reagiamo. Ogni giorno.
È fondamentale evidenziare la ripetitiva e costante esposizione alla violenza mediatica, che ci affligge senza sosta, senza tregua e senza pietà.
Così perpetuo è il ciclo incessante e distruttivo della violenza mediatica,
così penetrante e incisivo sin dall’inizio,
così privo di pietà,
così crudele.
Tra orrore e innocenza, la violenza mediatica traccia un confine oscuro e doloroso, necessario per una maggiore consapevolezza, necessario per superare il disgusto che il mondo ci offre e che noi cerchiamo di evitare. Ci comportiamo come bambini e bambine che si celano il volto tra le mani guardando un film horror, sbirciando però tra le fessure delle dita.
Esageriamo? Forse.
Ma il fiume di immagini e storie traumatiche amplifica il nostro senso di consapevolezza e responsabilità. In questa tempesta di orrore e disumanità, è essenziale resistere e lottare per un mondo libero dalla tirannia e, se per il conseguimento di questo obbiettivo, è necessario sconvolgersi e inorridirsi difronte alla violenza mediatica allora, forse, il fine giustifica i mezzi.
Sveliamo insieme la violenza in tutti i tipi di media.
A cura di Caterina Fabozzi e Leonardo Testa