La Corea del Nord è uno dei Paesi più isolati ed inaccessibili al mondo, governato da un regime autoritario che ha il monopolio dei media ed è ostile al globalismo dell’età contemporanea. In tale contesto, anche il turismo è fortemente controllato dal potere esecutivo, nonché limitato numericamente. Tutte queste caratteristiche hanno reso il Paese appetibile ai media occidentali, che a volte si sono affrettati a riportare notizie inesatte su di esso, in nome di qualche visual in più oppure a causa di scarsa dimestichezza con il coreano o di difficoltà nel reperire fonti attendibili. Premettendo che anche il seguente articolo potrebbe incappare nel medesimo errore, il suo obiettivo è elencare in maniera più oggettiva possibile quattro curiosità (talvolta inquietanti) su questa nazione:
Il culto della personalità: in Corea del Nord esiste un forte e capillare culto della personalità verso i membri della famiglia Kim che la governano. Vi sono diversi esempi di ciò. In primo luogo, già nel 1972, in occasione del sessantesimo compleanno del fondatore del regime, Kim Il-sung, venne eretta a Pyongyang una sua mastodontica statua bronzea alta 20 metri, ai piedi della quale -spesso- i turisti sono costretti a lasciare mazzi di fiori. In secondo luogo, ad oggi, il suo luogo di nascita, situato a Mangyongdae, è una meta di culto per i nordcoreani, così come anche il suo luogo di sepoltura. Infatti, il suo corpo assieme a quello del figlio, nonché suo successore, Kim Il-sung, giacciono imbalsamati nel Palazzo del Sole di Kumsusan, situato nella capitale. Infine, ogni nordcoreano deve indossare una spilla che raffiguri Kim Il-sung, Kim Jong-il, o entrambi. Tuttavia, è evidente che anche il nipote di Kim Il-sung, Kim Jong-un, attuale governante del Paese, stia tentando di raggiungere il livello di culto della personalità dei suoi predecessori, si pensi infatti al 30 giugno 2024, dove i media statali hanno rilasciato foto in cui si vedevano funzionari governativi indossare una spilla raffigurante proprio il volto di quest’ultimo.
L’esercito: nel 2025 la Corea del Nord possiede il quarto esercito più vasto al mondo in termini di personale attivo (all’incirca 1.3 milioni di soldati). Essa avrebbe anche 600.000 riservisti sommati ad altri 5.7 milioni di riservisti tra le fila delle Guardie Rosse dei Lavoratori e dei Contadini, uno dei gruppi paramilitari più di spicco del Paese, fondato nel 1959 da Kim Il-sung. Inoltre, Pyongyang dispone di missili balistici in grado di trasportare testate atomiche, tra cui missili balistici intercontinentali (ICBM), in grado di percorrere una distanza di oltre 5.600 km. L’ultimo test di un ICBM da parte di Pyongyang risale al 31 ottobre 2024 con il lancio di “Hwasong-19”, che avrebbe volato per quasi un’ora e mezza, raggiungendo per verticale un’altezza di 7.000 km. Secondo una stima del 2024, Kim Jong-un detiene all’incirca 50 testate nucleari. Tutto ciò si inserisce in un clima già pregno di tensioni tra le due Coree, che tecnicamente rimangono ancora in guerra, perché dal 1953, fine della Guerra di Corea, esse hanno firmato semplicemente un armistizio e non un trattato di pace vero e proprio. Un esempio fra i tanti di queste tensioni fu quando, a gennaio 2024, il leader nordcoreano dichiarò l’abbandono di ogni intento riunificatore con la Corea del Sud.
Gli hacker: nel corso degli ultimi anni Pyongyang ha sferrato con successo e con meticolosità diversi cyberattacchi di grande rilievo. Benché il governo ne neghi ufficialmente l’esistenza, nel Paese esistono gruppi di hacker che agiscono per conto dello Stato, in particolare sotto la direzione del Reconnaissance General Bureau, un’agenzia di intelligence che svolge attività simili a quelle della CIA negli USA. Tale agenzia opera sotto la supervisione della Commissione per gli Affari di Stato, la più importante istituzione statale del Paese. Tra i diversi attori ed agenzie informatiche appoggiati dal governo, come “Bureau 121”, ne spicca uno in particolare, che è un collettivo di cybercriminali, noto come “Lazarus Group”, il quale è diviso nei sottogruppi “Andariel”, “Bluenoroff” e “BeagleBoyz”. Esso svolge principalmente attività di cyberspionaggio per motivi finanziari e furto di valuta digitale a banche e, negli ultimi anni, anche a società di criptovalute. Tra le operazioni di maggior successo del gruppo si annoverano il furto del 2016 alla Banca Centrale del Bangladesh (con conseguente perdita di 101 milioni di dollari) e, più recentemente, l’attacco avvenuto a febbraio 2025 a ByBit, una piattaforma di scambio di criptovalute, attacco con il quale i cybercriminali sono riusciti a portare nelle casse dello Stato nordcoreano almeno 300 milioni di dollari.
La lotta per il potere: purghe all’interno dell’élite dirigenziale nordcoreana hanno da sempre contraddistinto la storia del Paese, coinvolgendo talvolta persino membri della stessa famiglia Kim. Nel 1956, all’indomani del cosiddetto “Incidente della fazione d’agosto”, un fallito tentativo di destituire Kim Il-sung dal potere, quest’ultimo iniziò una campagna di epurazioni, che portò alla scomparsa della fazione del partito più filocinese, la fazione Yan’an. Più recentemente, nel 2013 un giovane Kim Jong-un fece giustiziare suo zio, nonché stretto consigliere, Jang Song-thaek, accusato dai media statali di aver pianificato un golpe ai danni del nipote. Nel 2017, Kim Jong-nam, fratellastro di Kim Jong-un, considerato prima della morte del padre Kim Jong-il come uno dei possibili successori alla guida del Paese ma caduto in disgrazia ipoteticamente a causa di diversi fattori, tra cui disinteresse per il potere a Pyongyang, tensioni con la matrigna, madre di Kim Jong-un, critiche al regime dinastico della sua famiglia, sostegno a progetti di riforma della nazione, legami con la Cina ed uno stile di vita sfarzoso all’estero, venne assassinato all’aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia da due donne, che gli spruzzarono sul volto un potente gas nervino, chiamato agente VX. Attualmente, in lizza per il potere alla morte di Kim Jong-un ci sarebbero diversi candidati, tra cui la giovane figlia, Kim Ju-ae, nata presumibilmente nel 2012 o 2013 e che dal 2022 ha partecipato a diverse apparizioni pubbliche a fianco del padre, e la sorella, Kim Yo-jong, che sarebbe un importante funzionaria governativa nonché stretta consigliera del fratello.
A cura di Alessandro Bossi