L’Europa tra etica e dipendenza energetica

Il 13 novembre si è tenuta nel Parlamento europeo la votazione per la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). La direttiva sostanzialmente impone alle aziende con più di 5000 dipendenti e un fatturato annuo netto di 1,5 miliardi di euro di identificare, prevenire, mitigare e riparare i potenziali impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente lungo l’intera catena del valore. Tuttavia, la direttiva adottata nel 2024 aveva una portata molto maggiore rispetto a quella recentemente approvata. Originariamente prevedeva di estendere gli obblighi alle imprese con più di 1750 dipendenti e con 450 milioni di euro di fatturato; di fatto la platea di aziende colpite si è ridotta drasticamente. A votare per il provvedimento è stata un’inusuale maggioranza composta dal PPE in solido con le destre europee. Ma a sorprendere ancor di più sono le conseguenze della direttiva per l’approvvigionamento energetico europeo.
Per fare il punto della situazione dobbiamo tornare al 2022. La crisi energetica scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina ha avviato l’Unione Europea verso un processo di trasformazione delle proprie politiche energetiche. Per decenni, Mosca aveva rappresentato il principale fornitore di gas naturale dell’Europa, coprendo fino al 40% del fabbisogno dell’Unione[1]. Insieme a tutti i beni che prima venivano forniti da Mosca, Bruxelles si è trovata costretta a incrementare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) da stati terzi.
Gli Stati Uniti sono diventati in breve tempo il principale fornitore di GNL per l’Europa: nel 2023, circa la metà del gas liquefatto importato dall’UE proveniva dagli impianti statunitensi[2]. Il Qatar, invece, si è rivelato meno flessibile dell’alleato a stelle e strisce: lo stato mediorientale può far leva sui contratti a lungo termine stipulati con gli europei per rifiutarsi di reindirizzare grosse quantità di GNL; a pesare sono anche le maggiori difficoltà per l’export verso l’Europa dal punto di vista delle infrastrutture[3]. Tutto ciò non ha impedito a Doha di provvedere al 12% del fabbisogno di GNL dell’UE[4], in un panorama già carico di cavilli normativi e tensioni geopolitiche.
La direttiva approvata il 13 novembre obbliga le aziende a esercitare un controllo di “due diligence” anche sui fornitori esterni, prevedendo sanzioni fino al 5% del fatturato globale in caso di violazioni[5]. In sostanza, l’UE mira a garantire che i beni e le materie prime importate rispettino standard ambientali e sociali minimi, allineando il commercio con i principi della sostenibilità e della responsabilità d’impresa. La normativa, tuttavia, ha sollevato forti reazioni tra i partner energetici extraeuropei.
A ottobre, il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, e il Ministro dell’Energia del Qatar, Saad bin Sharida Al-Kaabi, hanno firmato una lettera indirizzata ai vertici della Commissione Europea, esprimendo serie riserve sulla direttiva. Doha, dal canto suo, ha contestato l’ingerenza nelle proprie politiche interne, sostenendo che la CSDDD rappresenta una violazione della sovranità normativa e un onere sproporzionato per il suo settore energetico statale. È importante sapere che il Qatar è accusato da organizzazioni internazionali di violazioni dei diritti dei lavoratori migranti[6], di scarsa trasparenza ambientale e di insufficiente controllo sulle emissioni di metano[7].
L’applicazione rigorosa della direttiva costringerebbe il paese a riforme profonde e a sistemi di monitoraggio indipendenti, che Doha non è ancora pronta a implementare. D’altro canto, anche l’amministrazione statunitense ha espresso disagio di fronte a una normativa percepita come extraterritoriale e potenzialmente dannosa per le proprie compagnie energetiche. Gli Stati Uniti ritengono che le regole europee possano minare la competitività del settore del gas, imponendo criteri ambientali più severi di quelli previsti dal diritto americano. Inoltre, il dibattito si intreccia con le tensioni politiche: parte del Congresso e dell’industria fossile accusano Bruxelles di interferire con la sovranità economica americana.
L’UE si trova quindi innanzi a un dilemma complesso: da un lato vuole affermare la propria leadership morale nella transizione ecologica e nella tutela dei diritti umani; dall’altro deve garantire la sicurezza energetica dei propri cittadini in un momento di instabilità globale. L’allentamento delle misure previste dalla direttiva originaria non garantisce un riappacificamento con i partner commerciali, anche se soddisfa maggiormente i partiti conservatori. Mantenere un equilibrio tra etica e realpolitik è oggi la sfida più difficile per la politica energetica europea.
A cura di Edoardo Blasco Sezanne
Fonti:
Council of the European Union. 2025. “Where Does the EU’s Gas Come From?” Consilium.europa.eu – Infographics, January 31, 2025. Accessed November 13, 2025. https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/where-does-the-eu-s-gas-come-from/
Eurostat (European Commission). 2024. “Drop in Imports of Energy Products to the EU.” Eurostat News Release, September 23, 2024. Accessed November 13, 2025. https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240923-1
Chen, Zichong, Daniel J. Jacob, Ritesh Gautam, Mark Omara, Robert N. Stavins, Robert C. Stowe, Hannah Nesser, Melissa P. Sulprizio, Alba Lorente, Daniel J. Varon, Xiao Lu, Lu Shen, Zhen Qu, Drew C. Pendergrass, and Sarah Hancock. 2023. “Satellite Quantification of Methane Emissions and Oil–Gas Methane Intensities from Individual Countries in the Middle East and North Africa: Implications for Climate Action.” Atmospheric Chemistry and Physics 23 (9): 5945–5967. https://doi.org/10.5194/acp-23-5945-2023
Anti-Slavery International. 2024. “Migrant Worker Rights Violations in Qatar.” Report for the Universal Periodic Review, August 2024. Accessed November 13, 2025. https://www.antislavery.org/reports/migrant-worker-rights-violations-in-qatar/
European Parliament. 2025. “Sustainability Reporting and Due Diligence: MEPs Back Simplification Changes.” Press Release 20251106IPR31296, November 6, 2025. Accessed November 13, 2025. https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20251106IPR31296/sustainability-reporting-and-due-diligence-meps-back-simplification-changes
[1]https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/where-does-the-eu-s-gas-come-from
[2]https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240923-1
[3]https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2211467X25003414
[4]https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240923-1
[5]https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20251106IPR31296/sustainability-reporting-and-due-diligence-meps-back-simplification-changes
[6]https://www.antislavery.org/reports/migrant-worker-rights-violations-in-qatar