Il futuro di Radio Luiss è in bilico. Quest’anno, allo spegnimento di venti candeline, Radio Luiss perde il suo storico domicilio, lo studio di registrazione nel campus di Viale Romania. La radio verrà ricollocata all’interno di un van mobile, dove potrà continuare le proprie trasmissioni temporaneamente, in attesa di una nuova collocazione. Incerto è invece il destino dello studio di registrazione, che potrebbe diventare un nuovo bar, un’aula studio o una nuova aula professori. Nulla è sicuro. Come se non bastasse (la solita “beffa” oltre al “danno”) a dare l’annuncio non è stato il profilo della Radio, ma “Spifferi”, pagina di gossip nota tra i luissini, che si propone di raccontare, citando direttamente la loro bio Instagram, “un mondo di invidie e rancori alla Libera Università di Roma Nord”.
Abbiamo voluto parlare di tutto questo con Paolo Ianni Neroni, da giugno 2025 direttore di Radio Luiss. Paolo, studente al terzo anno di giurisprudenza e giovanissimo direttore di questa realtà, ad appena quattro mesi dal suo insediamento si è ritrovato al centro della bufera peggiore della storia della radio.
Paolo, quando vi è stata comunicata la decisione del trasferimento della Radio? E quali motivazioni vi hanno fornito?
«La primissima riunione che c’è stata con gli uffici è stata a metà ottobre. Quello che mi hanno detto lì è che avrebbero voluto spostare la sede da quella attuale ad un’altra. Ma si trattava di un’ affermazione molto ipotetica, circoscritta a un periodo di transizione durante il quale, mentre venivano svolti i lavori, ci avrebbero fornito un van in dotazione per poter continuare a fare le dirette.
Dietro questa decisione», ci spiega, «mi era stato riferito che c’era la volontà di riutilizzare questo spazio per altro».
Paolo continua spiegando che a quella riunione ne è seguita una seconda «di carattere più tecnico». Durante quest’ultima, gli uffici hanno voluto effettuare un sopralluogo dello studio, controllare l’attrezzatura e fare tutte le valutazioni necessarie per il possibile trasferimento. Paolo racconta però di aver avvertito una certa titubanza da parte degli stessi uffici durante il sopralluogo, probabilmente, ci spiega, per la futura sistemazione della radio. Da lì è iniziata realmente la preoccupazione. Dopo, per oltre due mesi, non ha più avuto notizie dagli uffici, mentre sono girate voci sulla possibile volontà di rendere Radio Luiss mobile, anche se in un clima di generale vaghezza sul carattere transitorio o permanente di questa decisione. Con l’inizio del nuovo anno arriva in Luiss questo van, che lascia loro perplessi e preoccupati per le modeste dimensioni. Gli uffici allora confermano solo lì che quello sarebbe stato, provvisoriamente, il loro studio per le dirette.
Ma quanto è grande questo van?
«Quanto i van che usano gli Uber o gli NCC, per capirci. Gli spazi interni sono ridotti, quindi sicuramente bisognerà trovare una diversa sistemazione. Durante il sopralluogo ce lo ha detto confidenzialmente anche lo stesso tecnico che ha curato l’allestimento del van»
Qual è stata, in prima battuta, la vostra reazione all’annuncio?
«La reazione non è stata positiva, come ovvio. Soprattutto non abbiamo apprezzato il fatto che non ci sia stata chiarezza sui prossimi passi, la sede provvisoria e la nuova sede definitiva. Il confronto e la condivisione delle scelte purtroppo sono stati carenti».
Nel vostro ultimo post su Instagram avete scritto che il vostro silenzio “non è sinonimo di inattività”. Perché avete inizialmente scelto di tacere di fronte a questa notizia?
«Perché non abbiamo certezze su quello che vogliono fare gli uffici, quanto sta accadendo alla Radio è un qualcosa di grande e di molto importante, che avrà ripercussioni negative in primis su di noi, ma anche sul mondo associativo e dei giornali Luiss che purtroppo, almeno per il momento e tranne che per alcune eccezioni, sono rimasti in silenzio»
Eppure questa notizia è trapelata tramite Spifferi e, dopo quel post, avete pubblicato il vostro. Cosa hai pensato quando hai letto il post?
«Sono rimasto stupito, perché avremmo preferito che questa notizia uscisse per prima da noi nelle maniere che ritenevamo più opportune. Non biasimo però chi ha fatto trapelare la notizia, prima o poi sarebbe dovuta uscire, ma avremmo preferito farlo noi»
Si può dire che c’è stata una mancanza di rispetto da parte di Spifferi?
«Certamente, soprattutto per lo stile di questa pagina che ben conosciamo: si cerca prima di tutto il clamore»
Ritornando all’argomento dello spostamento, sai già quando vi sposterete? E come cambierà la radio?
«Abbiamo già finito di lavorare nel vecchio studio e da febbraio, dal prossimo semestre accademico, dovremmo avere il van operativo per le dirette. Dagli uffici ci hanno comunicato che sono a lavoro per prepararlo e organizzeranno dei corsi tecnici per la formazione. La logistica è la parte più complicata, ma cambiando un po’ troveremo il modo di adattarci e di portare avanti il nostro servizio, perché i ragazzi, così come tutti i referenti, ci tengono. Sicuramente troveremo il modo di adattarci pur riconoscendo che sarà dura abituarsi»
Tutta questa situazione vi sta causando non pochi disagi. Pensate di intraprendere qualche azione di protesta?
«Credo che la via del dialogo con gli uffici sia la soluzione migliore per limitare i danni, anche se la situazione ci preoccupa non poco. Ci aspetteremmo, infatti, qualche attenzione in più per gli spazi di confronto e crescita per gli studenti. Per il momento chiediamo soltanto una sensibilità maggiore ad ascoltare le nostre richieste sperando che questo scambio possa aiutarci a salvaguardare gli interessi della radio»
A cura di Marco Antonio Mollaioli