Ascesa, scandali, e ombre del sistema di potere
Jeffrey Epstein muore impiccato il 10 agosto 2019 nella sua cella del Metropolitan Correction Centre, noto come il Guantanamo di New York. Diversi complotti circondano l’apparente suicidio dell’uomo, alimentati anche dall’intervista rilasciata dalla guardia carceraria Thomas, la prima a vedere il corpo di Epstein: Thomas ha dichiarato di essersi occupato personalmente della rimozione del cadavere dal cappio; tuttavia, la legatura ritrovata sulla scena non era quella utilizzata dal finanziere per impiccarsi. Ulteriori indagini federali hanno rivelato che i due agenti penitenziari assegnati a quell’unità non eseguirono la vigilanza richiesta sui detenuti. Non solo: avrebbero falsificato la documentazione carceraria in modo che risultassero controlli regolari e frequenti. Inoltre, il malfunzionamento delle telecamere di fronte alla sua cella e le lesioni trovate sul suo corpo, compatibili anche con un caso di strangolamento, hanno favorito le speculazioni riguardo alla fine di Epstein.
Nel corso della sua lunga carriera, il finanziere ha mostrato un’abilità non comune nell’usare denaro, relazioni e spazi privati per costruire il suo immenso potere. Nato a Brooklin nel 1953, per due anni insegna fisica e matematica presso la Dalton School, per poi entrare a far parte della banca d’investimento Bear Stearns, che abbandona nel 1981. Fonda così una società di consulenza, attraverso la quale entra in contatto con enti governativi e importanti uomini d’affari. Diviene consulente finanziario per la Tower Financial Corporation, un’agenzia di recupero debiti che si rivelerà uno dei più grandi schemi Ponzi della storia. Lasciata la Tower Financial a un passo dal fallimento, Epstein fonda la propria società di gestione finanziaria, grazie alla quale ha modo di costruire una rete di conoscenze con politici, imprenditori, e membri dell’élite internazionale.
Le fonti della sua immensa ricchezza restano avvolte nel mistero, così come appare inspiegabile il lusso delle sue numerose proprietà: la Townhouse di Manhattan, una magione a Palm Beach, un appartamento a Parigi e un ranch in New Mexico, ma soprattutto l’isola di Little Saint James, diventata il simbolo del caso Epstein e rinominata “l’isola dei pedofili”. L’atollo era cablato da cima a fondo con un sistema di videosorveglianza, presumibilmente per registrare le numerose attività sessuali con ragazze minorenni a scopo di ricatto.

La storia giudiziaria di Jeffrey Epstein inizia nell’agosto 1996, quando Maria Farmer denuncia all’FBI – per ben due volte – di aver subito abusi sessuali dal ricco finanziere: non otterrà neppure l’apertura di un’indagine. Nel 1999, Ghislaine Maxwell, all’epoca la compagna di Epstein, incontra la sedicenne Virginia Giuffré presso Mar-a-Lago, la residenza di Donald Trump, e le promette un futuro come massaggiatrice professionale. Gli abusi vanno avanti fino al 2002.
Epstein è indagato per la prima volta dalla polizia di Palm Beach nel 2005, quando i genitori di una quattordicenne segnalarono comportamenti inappropriati durante un massaggio. Dopo le denunce di numerose minorenni, Epstein è incriminato nel 2006 per induzione alla prostituzione. Un anno dopo, viene firmato un accordo segreto che garantisce ad Epstein, e a diversi suoi complici, l’immunità di fatto, sospendendo le citazioni in giudizio nei tribunali federali.
Nel 2008, è dichiarato colpevole di aver procurato ragazzine minorenni ad alcuni politici: viene condannato a 18 mesi di reclusione, ma ne sconta meno di 13. L’ultimo arresto, per l’accusa federale di traffico sessuale di minori, risale al luglio 2019, solo un mese prima della sua morte.

Il caso Epstein ritorna al centro delle cronache con la pubblicazione di un ampio insieme di atti giudiziari, documenti desecretati e registri di volo: i cosiddetti Epstein files. Da oltre 300 gigabytes di dati emerge una ragnatela di relazioni con numerose figure pubbliche, per anni passate inosservate. I documenti investigativi spaziano da verbali di interrogatori, testimonianze giurate e materiali preparatori per i processi, a bozze di atti d’accusa mai pubblicate prima. A destare particolare curiosità sono i registri di volo del jet privato Lolita express, che tracciano i movimenti di una rete criminale internazionale dedita al traffico sessuale di minorenni: i flight logs contengono i nomi di centinaia di passeggeri, inclusi Bill Clinton, Donald Trump, il Principe Andrea d’Inghilterra e Stephen Hawking, solo alcune delle personalità di cui Epstein si circondava.
Tra le altre personalità coinvolte figurano:
- William Burns, ex direttore della CIA, che incontrò Epstein alcune volte;
- Elon Musk, che, nonostante la sua partecipazione a diverse feste sull’isola privata, dichiarò: “ciò che conta non è la pubblicazione di un sottoinsieme dei file di Epstein, ma piuttosto il perseguimento di coloro che hanno commesso crimini efferati con Epstein”.
- Bill Clinton, quarantaduesimo presidente degli Stati Uniti;
- Stephen Hawking, accusato di aver partecipato ad un’orgia di minorenni;
- David Copperfield, ritratto in una foto in accappatoio con Epstein. Quando gli chiesero se avesse mai fornito ragazze minorenni al mago statunitense, Epstein invocò il quinto emendamento.
Donald Trump compare 503.000 volte, tra foto e citazioni. Accusato di essere perfettamente a conoscenza degli orrori di Epstein, venne accusato di stupro, ma la denuncia venne ritirata dagli accusatori. Il Presidente ha negato ogni accusa, e il suo nome non compare in alcuna indagine formale.

La vicenda di Jeffrey Epstein non finisce né con la sua morte né con l’elenco, sempre più lungo, di nomi che emergono dai files. Al contrario, il caso rappresenta una frattura profonda nella fiducia verso le istituzioni giudiziarie e politiche, mostrando come ricchezza, relazioni e potere abbiano potuto garantire per decenni l’impunità a un sistema di abusi strutturato. I documenti desecretati non costituiscono di per sé una prova definitiva di colpevolezza per tutte le personalità citate, ma rivelano un reticolo di connivenze, silenzi e indagini mancate che sollevano interrogativi ancora irrisolti.
Il rischio è che gli Epstein files rimangano un archivio di scandali incompiuti, più utile ad alimentare sospetti che a garantire giustizia alle vittime.
A cura di Chiara Pinna
Fonti:
https://www.bbc.com/news/articles/c20r07dg6kro
https://www.cbsnews.com/news/bill-gates-elon-musk-epstein-files-what-documents-show/
https://en.wikipedia.org/wiki/Prominent_individuals_mentioned_in_the_Epstein_files