#Limun2022

King’s College, Londra, 24 febbraio -27 febbraio 2022

Buonasera a tutti, mi chiamo Francesca Romana Ajale e sono appena rientrata dal progetto LIMUN organizzato dalle associazioni Asp, Hortensia e Ares. Per la prima volta, infatti, è stata organizzata una delegazione della nostra università in partenza per il King’s College di Londra per partecipare alla 23esima edizione del LIMUN, London International Model United Nations, tra i giorni 25 febbraio e 27 febbraio 2022. 

Il mio intento, con questo report, è quello di raccontare l’esperienza nella sua totalità e incuriosire i giovani studenti della LUISS a partecipare il prossimo anno. Per chi non lo sapesse il LIMUN è una delle tante simulazioni delle Nazioni Unite. Il compito è semplice: interpretare i panni di un delegato che rappresenta un paese all’interno di una commissione. Per mia grande fortuna (oppure no) ho rappresentato la Germania nel Consiglio Europeo. All’interno di queste commissioni viene assegnato un topic, un problema insomma, che dovete risolvere. Il compito qui diventa complicato! In questi tre giorni molto intensi, insieme alla mia commissione, abbiamo cercato di trovare un accordo per delle politiche Europee di integrazione dopo il COVID-19. Alla fine di questi tre giorni si vota per la risoluzione che insieme o in alleanze separate avete creato e quella che vince viene sottoposta all’approvazione del parlamento (nella vita vera, nella vita della simulazione sei solo molto fiera del lavoro svolto). Ciò che impari da queste simulazioni è qualcosa di immenso. Capisci nella pratica come funzionano veramente le cose lì fuori e questo non è da sottovalutare. Nella mia commissione siamo riusciti a far passare un’unica risoluzione (assai molto raro) con 20 voti favorevoli su 21. Vi chiederete chi non abbia votato ad una risoluzione veramente ben scritta, l’Ungheria! Ahimè non so darvi né darmi una spiegazione a questa decisione. L’Italia, in questo comitato, non pervenuta. Prevedibile? A voi le risposte. Insomma, questa è la simulazione, abbellita da tantissima partecipazione, da un gala ben vestiti, da una cerimonia di apertura e chiusura e infine da premi. Quali premi? Dei bellissimi trofei che assegnano ai delegati più meritevoli. L’Unione Europea ha visto emergere un Portogallo che si è svegliato dal letargo vincendo così il best delegate. La Germania, me medesima, si è accontentata di una partecipazione potente, di accordi importanti e di un acceso dibattito su quanto fosse importante coinvolgere i tedeschi in qualsiasi decisione venisse presa. Mi sentivo molto Angela Merkel. Potete biasimarmi? 

In questa simulazione ho avuto modo di confrontarmi con ragazzi provenienti da tutto il mondo: Angola, Spagna, Finlandia, Russia, America e molti altri. Ognuno di loro mi ha insegnato cose diverse e sono tornata a casa molto più arricchita di come sono partita. Ho avuto modo di muovermi dentro al Kings College, una delle università più prestigiose che ci siano, a contatto con gli studenti che studiano lì. Ho anche avuto modo di lavorare meglio sulla mai confidenza nel parlare in pubblica e praticare meglio il mio inglese. Non vi nego che sono 3 giorni faticosi, con un orario molto fitto, ma ciò che impari e ciò che ti porti a casa è un bagaglio da 22 kg da mettere in stiva. 

Ovviamente ti viene dato del tempo libero, non molto perché alla fine sei un delegato e stai lavorando, non è che ti poi divertire. Però tempo libero lo abbiamo avuto. Vi chiederete, ma voi chi? Avete ragione. Fortunatamente non sono partita da sola ma con un gruppo di ragazzi della LUISS parzialmente sconosciuti per me. Anna, Arianna, Alessandro, Michele, Edoardo, Cinzia e Giorgia sono stati i miei compagni di viaggio di questa esperienza. Compagni per lo più di passeggiate, di cibo ma soprattutto di tante, tantissime risate. Tutti eravamo in commissioni diverse quindi quello che ognuno faceva nelle proprie commissioni lo faceva da solo e con i ragazzi della propria commissione. Ma una volta usciti dal Kings ci incontravamo per andare alla scoperta della bellissima città di Londra. Tra corse in metro e corse in bus, tra un panino e un caffè, una birra e ancora un altro panino siamo riusciti a goderci 4 giorni di puro sole (si ho detto proprio 4 giorni di puro sole) nella capitale della Gran Bretagna dove il Covid è ormai solo un ricordo lontano. Gli inglesi si godono una vita senza green pass, mascherine o restrizioni. Giusto? Sbagliato? Sinceramente non so, ma ritornare a 2 anni fa solo per pochi giorni è stato liberatorio. Preciso che per tutta la durata della simulazione l’uso della mascherina e della distanza di sicurezza sono state rispettate per permettere a tutti di partecipare.

Perché partecipare a LIMUN? Perché oltre alle amicizie che si creano, LIMUN mi ha insegnato che ogni persona, ogni singolo paese, ogni singola placard alzata può fare la differenza per cambiare il mondo. LIMUN ti insegna a cooperare, a scendere a compromessi, ti segna a credere nelle tue idee, a perfezionarle e a difenderle, rispettando quelle degli altri.

Concludo ringraziando tutti gli organizzatori che hanno reso possibile questa esperienza e che sono partiti con noi per aiutarci e sostenerci. Sophie Pascale, presidentessa di Hortensia, Camilla Palcani, Ester Santini, Umberto Costa Broccardi e Simone Lepore. Un ringraziamento anche al presidente di Asp, Fabio Molinaro, che si è dedicato a questo progetto e con cui abbiamo avuto modo di parlare e confrontarci a Londra durante la simulazione. 

Grazie a tutti, Francesca Romana Ajale

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