Pechino-Seul-Tokyo: il summit che preoccupa Washington

Antefatti

Lo scorso 26 settembre la Cina ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con il Giappone e la Corea del Sud per lo svolgimento di un summit trilaterale che avrà ad oggetto una maggiore cooperazione tra i paesi su varie tematiche.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin.

La Prospettiva preoccupa Washington, che, nell’eventualità di una guerra con la Cina per Taiwan, vede indebolirsi il fronte, finora compatto, con Seul e Tokyo.

La Corea del Sud, nei giorni scorsi, ha ospitato nella sua capitale alti diplomatici cinesi e giapponesi per un incontro tra i tre paesi finalizzato a rafforzare i legami di cooperazione e discutere della possibilità di ristabilire un vertice di alto livello tra Cina, Giappone e Corea del Sud stessa.L’ultimo colloquio di questo tipo si svolse a Chengdu, nella Cina occidentale, nel 2019. Al centro del vertice ci fu un possibile accordo di libero scambio tra i tre giganti asiatici. I tre discussero della minaccia nucleare nordcoreana, e di costituire un’area di libero scambio tra i loro Paesi.

Rispetto al primo punto fu scontata la risoluzione finale: Pyongyang, che sventola la minaccia nucleare, se non arriva presto un alleggerimento delle sanzioni, deve astenersi da tali intimidazioni, tuona la triplice. Ma fu l’area di libero scambio tra Cina, Giappone e Corea del Sud la questione principale, dato che i tre insieme avrebbero creato un gigante economico di dimensioni mostruose.

L’allora presidente del vertice, il premier cinese Li Keqiang, ci tenne ad affermare in apertura dei lavori l’importanza di un accordo di libero scambio tra i tre paesi, giocando la parte del facilitatore visto il picco in basso degli allora rapporti tra Corea del Sud e Giappone.

“Durante l’incontro – dichiara il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin – le tre parti hanno avuto una discussione approfondita sulla promozione di una ripresa stabile della cooperazione tra Cina, Giappone e Corea del Sud. Queste dovrebbero lavorare insieme per rafforzare la cooperazione nei campi delle discipline umanistiche, dell’economia e del commercio, dell’innovazione scientifica e tecnologica, dello sviluppo sostenibile, della sanità pubblica e in altri campi, in modo da promuovere ulteriori progressi nella cooperazione trilaterale e apportare nuovi contributi alla pace, alla stabilità e alla prosperità regionali”.

Scopo dei colloqui

L’obbiettivo, nel breve termine, è quello di riuscire ad organizzare, “il prima possibile”, un summit tra ministri degli esteri per poi approdare ad un vertice di alto livello tra i leader dei tre paesi coinvolti.

Dello stesso parere anche la Corea del Sud che, negli ultimi mesi, ha intensificato i suoi sforzi diplomatici sia verso Pechino che verso Tokyo.

I tre paesi da soli – snocciola il ministro degli esteri coreano, Park Jin – rappresentano il 20% della popolazione e il 25% del PIL mondiale”. “La cooperazione tra Corea del Sud, Cina e Giappone svolge un ruolo importante non solo nel nord-est asiatico, ma anche per la pace, la stabilità e la prosperità nel mondo” – aggiunge in una nota il ministero degli esteri di Seul.

La notizia di questi colloqui assume una grande rilevanza per quelli che sono stati e sono tutt’oggi i rapporti politici e diplomatici tra i tre paesi coinvolti e, soprattutto, per le ripercussioni che un riavvicinamento tra Pechino, Seul e Tokyo avrebbe sul fronte geopolitico.

Ormai da anni, infatti, il Pacifico occidentale è teatro di forti tensioni politiche e militari provocate dalla esplicita volontà del governo cinese di annettere l’isola di Taiwan al suo territorio nazionale, minacciando, dunque, la supremazia degli Stati Uniti che, dal secondo dopoguerra, detengono una indiscussa egemonia nell’Oceano Pacifico.

I rapporti trilaterali passati e presenti

Così vicini geograficamente, così lontani culturalmente, così interessati economicamente, Cina, Giappone e Corea del Sud sono tre paesi storicamente antagonisti gli uni degli altri: dalla Guerra Sino-Giapponese del 1937, all’occupazione della Corea del Sud da parte delle truppe nipponiche durante la Seconda guerra mondiale fino all’intervento cinese a fianco di Kim Il Sung nella Guerra di Corea. Eventi storici che sono tutt’ora fortemente radicati nelle memorie collettive dei tre paesi e che ne hanno profondamente influenzato i rapporti politico-diplomatici fino ad oggi.

Recentemente, tra Corea del Sud e Giappone si è assistito ad uno “scongelamento” nei rapporti diplomatici, favorito, nel marzo del 2023, da un accordo bilaterale avente ad oggetto il risarcimento degli “schiavi di guerra” coreani.

Quest’accordo è stato accolto con grande approvazione da parte degli Stati Uniti che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, mantengono importanti rapporti politici, economici e militari con i due paesi.

Il riavvicinamento tra Corea del Sud e Giappone è stato visto come un elemento di sicurezza per Washington che, nell’eventualità di una guerra con la Cina per Taiwan, potrebbe contare sull’appoggio militare dei due paesi.

Lo United States Army (l’esercito statunitense), possiede infatti importanti basi militari in Corea del Sud e in Giappone, con una presenza massiccia di militari e civili statunitensi sul territorio.

Con il Giappone, nel 1960 venne firmato il Treaty of Mutual Cooperation and Security between United States and Japan”, con il quale gli Stati Uniti, da allora, si impegnano a difendere l’isola da ogni attacco esterno, in stretta collaborazione con le Forze di Autodifesa Giapponesi. Con la Corea del Sud, invece, i rapporti militari risalgono agli anni ’50 quando, durante la Guerra di Corea, gli USA si impegnarono a difendere il paese da eventuali attacchi da parte di Pyongyang.

Firma del “Treaty of Mutual Cooperation and Security between United States and Japan” nel 1960.

La notizia di questi colloqui di cooperazione tra Cina, Corea del Sud e Giappone, dunque, è vista a Washington come un concreto tentativo da parte di Pechino di spaccare quel fronte militare che, in caso di guerra tra le due superpotenze, creerebbe non pochi problemi all’Esercito popolare di liberazione.

Molti osservatori considerano oramai inevitabile una guerra tra Stati Uniti e Cina per Taiwan, considerata un crocevia di primaria importanza per i traffici commerciali della regione. Il controllo dell’isola, dunque, assicurerebbe alla Cina un’indiscussa supremazia regionale, ridisegnando quelle “linee rosse” rimaste immutate da più di settant’anni.

L’ordine mondiale post-guerra fredda sta lentamente cedendo sotto i nostri occhi: la guerra in Ucraina, l’espansione dei BRICS, l’allargamento della NATO, le crescenti tensioni per Taiwan…eventi che dimostrano una crescente tensione tra le grandi potenze del nostro pianeta.

A cura di Lorenzo Perticarà

Fonti:

Cina, ‘summit con Giappone e Corea Sud il prima possibile’ (quotidiano.net);

Cina, ‘summit con Giappone e Corea Sud il prima possibile’ (msn.com);

Cina: “Summit con Giappone e Corea del Sud il prima possibile” – Il Sole 24 ORE;

Corea Sud-Giappone, accordo per il risarcimento agli “schiavi di guerra” coreani. Gli Usa festeggiano il ravvicinamento – la Repubblica ;

https://it.euronews.com/2019/12/24/trilaterale-cina-giappone-e-sud-corea-svolta-diplomatica

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