Il Partito della giustizia e dello sviluppo, in turco l’AKP, partito di appartenenza del presidente Recep Tayyip Erdoğan continua ad attaccare l’opposizione nel tentativo di ridurre la concorrenza. Non si sono fermati neanche dopo che a marzo 2025, è avvenuto l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, appartenente al Partito popolare repubblicano, il CHP. L’obiettivo adesso è di mettere fuori gioco anche il leader dell’opposizione. Il Segreatrio del partito è Özgür Özel, eletto nel 2023 attraverso le elezioni interne al partito.
Era il 2 settembre quando il 42° Tribunale civile di primo grado di Istanbul, ha deciso di annullare il 320° congresso del CHP, poiché Özgür Özel e altri delegati sono stati accusati di frode e corruzione durante le elezioni del 2023. Il precedente leader del partito all’opposizione, Kemal Kılıçdaroğlu, ha ammesso che ci siano state irregolarità nelle elezioni del ’23, ma senza mai fare nomi e criticare il suo ex-consigliere. Se Özel dovesse uscire dalla scena, allora Kemal Kılıçdaroğlu avrebbe il via libera per tornare alla testa del CHP. Ciononostante, ci sono delle complessità ulteriori che fanno dubitare che riesca a riguadagnare la posizione: diverse tensioni interne tra i membri del CHP lo hanno reso un personaggio indesiderato. L’ex leader del CHP ha perso popolarità anche all’interno dell’opinione pubblica, perché, durante le manifestazioni di marzo e l’arresto del sindaco di Istanbul, la popolazione, guidata anche dal CHP, è andata in piazza, ma Kılıçdaroğlu non si è fatto vedere e non si è espresso come si desiderava. Rischierebbe quindi, nel caso dovesse ritornare alla guida del partito, di creare maggiori tensioni, e indebolire ancora una volta l’opposizione.

Il processo annunciato il 2 settembre prevede la dimissione di Özel ed altre decine di dirigenti coinvolti nella frode elettorale. Se questo dovesse accadere, sarebbe necessario scegliere una nuova figura a capo dell’opposizione che sia abbastanza forte da tenerla unita, con tutte le sue difficoltà. Il processo inizialmente era stato programmato per il 15 settembre, ma è stato posticipato al 24 Ottobre. Questa proroga ha dato al CHP il tempo necessario per riorganizzarsi: lunedì 22 Settembre il partito all’opposizione dovrebbe riunirsi eccezionalmente, per discutere sulle prossime mosse.
Le manifestazioni dei sostenitori del partito CHP contro i licenziamenti della dirigenza locale del partito, hanno avuto luogo già dal 2 settembre. Il governatore di Istanbul ha vietato le manifestazioni per tre giorni in alcuni quartieri, mentre Özgür Özel li chiamava a radunarsi davanti alla sede del partito a Sariyer, Istanbul. Il 15 settembre, più di 50,000 persone si sono radunate in piazza Tandogan, dove Özel ha pronunciato il suo discorso. Ha voluto incitare i manifestanti ad una mobilitazione continua: “Noi non ci fermeremo”, ha affermato, esortando a persistere anche a costo di un «colpo di stato contro il futuro presidente e contro il futuro governo» facendo accenno alle elezioni anticipate.

I cittadini turchi si sono mobilitati sin da marzo 2025 dopo l’arresto di Ekrem Imamoglu, e ancora rimangono pronti a tornare in piazza quando le oppressioni contro l’opposizione si manifestano in nuove forme. Imamoglu rimarrà almeno per altri 19 mesi nel carcere di Silviri, dove sono rinchiusi molti oppositori di Erdogan, spesso accusati di terrorismo. Özgür Özel, successore di Imamoglu, potrebbe diventare un futuro candidato per le elezioni presidenziali, ma solo se capace di mettere in comune i vari partiti della “tavola a sei”. Il suo nome, specialmente dopo le tensioni interne con Kemal Kılıçdaroğlu, guadagna consensi soprattutto all’interno del partito. Anche per questo motivo, è stato preso di mira da Erdogan, che continua a provare ad allontanare i suoi avversari politici piuttosto che affrontarli nelle elezioni. Inoltre, è importante ricordare che ci sono delegati del CHP che si trasferiscono nelle file dell’AKP, per il quale lavoravano “sotto copertura” per spiare il partito avversario. L’oppressione dell’opposizione continua in Turchia, ma ciò non significa che la popolazione rimarrà a guardare. Le manifestazioni continuano, e i cittadini non si sono ancora rassegnati.
A cura di Jasna Bratina