A fronte di un periodo molto difficile il governo Meloni spera di risollevarsi con la nuova legge elettorale che punta ad avere una maggioranza più solida: lo Stabilicum.
Le ultime settimane sono state, senza dubbio, le più dure della legislatura per il governo di Giorgia Meloni: il referendum sulla giustizia perso in maniera netta, le dimissioni di tre membri di spicco del governo, una crisi energetica alle porte e, infine, un ministro accusato di avere rapporti extraconiugali. Oltre a queste questioni urgenti si aggiunge anche la nuova legge elettorale: lo Stabilicum, nome quasi profetico considerando il momento storico. La legge, dal titolo abbastanza evocativo, punta ad aumentare la stabilità e governabilità del Paese, concetto centrale della riforma.
Prima di illustrare cosa contiene la proposta e le sue possibili conseguenze, che cos’è la legge elettorale e cosa comporta quella attuale? Innanzitutto, la legge elettorale stabilisce come vengono assegnati i seggi in Parlamento tra i partiti a seguito di un’elezione, così facendo si crea una maggioranza e un’opposizione. L’attuale legislazione, il cosiddetto Rosatellum, è un sistema misto che comprende sia il metodo maggioritario per i 3/8 dei seggi nei collegi uninominali, circoscrizioni dove viene eletto un solo candidato, che il metodo proporzionale per i 5/8 dei seggi nei collegi plurinominali. Inoltre, vi è una soglia di sbarramento del 3% per i partiti e del 10% per le coalizioni (gruppi di partiti).
Lo Stabilicum punta principalmente a eliminare la quota assegnata con metodo maggioritario, attribuendo la totalità dei seggi con metodo proporzionale (significa che i seggi vengono assegnati in maniera proporzionale alla percentuale di voti ricevuti). Punta, inoltre, ad eliminare i collegi uninominali, fatta eccezione per la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige. Ed infine la principale novità di questo disegno di legge è il ‘premio di governabilità’ assegnato al partito o alla coalizione che raggiungerà la soglia del 40%, pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato.
La soglia di sbarramento al 3% rimane invariata.
La Commissione affari costituzionali ha dato il via libera non più tardi di una settimana fa e si parla già di una possibile approvazione alla Camera entro l’estate e di un ok definitivo entro la fine dell’anno. Dopo questa iniziale approvazione, i principali enti di sondaggi politici hanno iniziato a fare delle previsioni sui possibili risultati di un’elezione, se lo Stabilicum entrasse in vigore, e le conclusioni sono alquanto eterogenee.
L’ente Swg per La7 darebbe una vittoria per la coalizione di centrodestra, formata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, con il 45,1%, a poco più di 3 punti percentuali dal centrosinistra, esclusa Italia Viva di Matteo Renzi. Al contrario, il Corriere della Sera vede il centrosinistra avanti, escludendo dalla coalizione di centrodestra il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, con il 46,1%. Tuttavia, lo scenario si capovolgerebbe se si considerasse l’appoggio di Vannacci, portando il centrodestra al 46,3% ed aggiudicandosi la vittoria.
Insomma, è chiaro che la nuova legge elettorale, stando ai sondaggi, non garantirebbe ad oggi una vittoria schiacciante per nessuno dei due schieramenti. È altresì evidente che le prossime elezioni politiche, che si terranno l’anno prossimo, vedranno i due schieramenti in un testa a testa all’ultimo voto dove conteranno molto i partiti minori come Italia Viva o Futuro Nazionale, che saranno il vero ago della bilancia.
A cura di Giovanni Manassero