Rispondere “Presente” ad un appello più che urgente

Stare in silenzio significa acconsentire, gridare significa credere in valori forti ed eterni. A volte, però, gridare non basta, specialmente quando ciò che è fondamentale sarebbe soltanto la presenza.

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società”

Rita Levi Montalcini

Come risuonano attuali le parole della grande Rita Levi Montalcini: sembra aver dato, nel passato, l’esatta descrizione del peso che tante donne avrebbero dovuto portare sulla spalle in un futuro non così prossimo come forse la grande scienziata credeva. Ogni giorno, ciascuna di queste fondamentali parti che compongono la colonna vertebrale di una società che corre sempre più veloce, lotta per far sentire la propria voce, senza mai rassegnarsi a restare in disparte. Ogni donna ha, quindi, un valore singolare e unico specialmente nel contesto sociale odierno, nel rispetto di ciò, nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne più che mai, ciascuno di noi dovrebbe fermarsi a riflettere sull’importanza di ogni piccolo gesto che esse compiono nei confronti della nostra realtà così fugace.

Due realtà a confronto


Si provi a paragonare due eventi accaduti di recente, tentativo che non può non sembrare paradossale in quanti l’uno all’antipode rispetto all’altro: protagoniste due realtà statali completamente differenti, da una parte quella italiana, ancora purtroppo fortemente arretrata e statica da certi punti di vista nonostante l’impegno tanto maschile quanto femminile degli ultimi anni, dall’altra invece una realtà quasi fantascientifica ai nostri occhi, quella svedese, di uno dei più avanzati paesi nordici, che appare così lontano da noi non solo per distanza fisica, ma quanto piuttosto per ideologia e morale sociale. È stata affrontata lunedì 22 Novembre, presso la Camera dei Deputati, la proposta di finanziamento di 400 euro al mese, promossa dalla Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti, di risarcimento per le donne vittime di violenza. Nulla potrà di certo risanare le loro ferite, asciugare le loro lacrime o curare i loro lividi, ma la presenza vicina di uno Stato forte potrà comunque colmare parte di quel vuoto interiore che ognuna di queste donne trascina con sé quotidianamente. Il punto è esattamente questo: chi ha risposto presente all’appello di lunedì?

Solo otto erano i deputati presenti di fronte alla Ministra, che nonostante questo ha scandito con onore ogni parola della proposta, ogni segno di punteggiatura che ne sottolineasse importanza, coerenza e validità. Da precisare è che il lunedì, generalmente, i deputati si dirigono nel territorio per valutare eventuali problematiche o questioni da risolvere in ambito prettamente cittadino da poi riportare, come argomentazioni di cui discutere, in sede durante la restante parte della settimana. Ma tutto ciò, di fronte a una problematica come la violenza sulle donne, può giustificare un simile assenteismo? Nessuno conosce la risposta. E’ sicuramente certo, però, che in una tale particolare situazione, ogni singola presenza rafforza il concetto di una problematica sociale ancor troppo largamente diffusa in uno Stato così indipendente e all’avanguardia come l’Italia sostiene di essere nel panorama internazionale.

Nel frattempo invece, a “soli” 2554 chilometri di distanza, dopo tre giorni dall’avvilente scenario italiano, una donna, Magdalena Andersson diventa nuova Premier Svedese con 117 voti favorevoli, 174 contrari e 57 astenuti (in base al sistema politico svedese non è infatti necessario che si raggiunga la maggioranza favorevole per l’elezione di un premier, ma basta che non vi sia maggioranza contraria): una svolta epocale per un paese il cui Parlamento era già però largamente composto da figure femminili alla guida, la cui affermazione è da sempre stata promossa come uno dei principi fondamentali dello Stato. Per la prima volta nella storia, il paese scandinavo sarà guidato da una potente e grintosa figura femminile, che avrà tempo fino alle elezioni del prossimo settembre 2022 per sottolineare come non via sia alcuna differenza tra una gonna o un pantalone alla guida di un paese. La premier si è poi clamorosamente dimessa dopo sole sette ore, in quanto ha ritenuto ingiusto essere leader di un governo la cui legittimità è messa in discussione dalle coalizioni ingiustamente effettuate.

Due eventi temporalmente così vicini, ma moralmente così lontani, quasi da far credere a ciascuno di noi di vivere in due epoche completamente opposte. Tutto ciò inevitabilmente riconduce alla tematica chiave dei nostri giorni della posizione della donna nella società, di come la sua considerazione e affermazione vari da paese a paese, di come in certe realtà nazionali la figura femminile venga estremamente accolta, come nel caso della Svezia, e di come, nel caso dell’Italia, i provvedimenti nei confronti della tutela di essa vengano forse in parte “sminuiti” ancora in maniera troppo inconsapevole ed elevata in un paese forte e coeso come il nostro, soprattutto dal punto di vista di tali tematiche delicate.

Così, a sole poche ore di distanza dal giorno dove maggiormente le donne urlano a squarcia gola per ricordare l’importanza e soprattutto la fermezza con la quale nonostante tutto portano dignitosamente avanti la loro vita, vogliamo ricordare che la violenza non viene esercitata soltanto in maniera fisica: essa può essere anche verbale, morale, psicologica, può presentarsi attraverso l’assenza, la rinuncia alla lotta per i diritti. Nonostante lo scenario sia così apparentemente nuvoloso, sembra che da lontano il vento stia cambiando, e stia portando invece ad illuminare con un voluminoso raggio di sole tali importanti questioni sociali che necessiterebbero soltanto di una risposta, un grido potente che giunga da ciascuno di noi in coro: PRESENTE

A cura di Giulia Galletti

Resources

www.ilfattoquotidiano.it

www.corriere.it

www.ansa.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...