Arriva la guerra?

“Ucraina entro gennaio invasa dalla Russia”.  Questo è quanto sostiene il Daily Mail, sottolineando che il presidente Vladimir Putin ha già inviato oltre 92 mila soldati alla frontiera, secondo quanto riferito da un generale a Kiev. Una notizia che senza alcun dubbio lascia a bocca aperta, soprattutto se si considera che l’Ucraina è alle porte dell’ EU. Va inoltre ricordata la spaccatura in ben tre componenti, sociali e culturali, che il governo ucraino si è ritrovato a gestire da anni ormai.

Antefatti

Dal 2014 l’Ucraina, a seguito della “partenza” del presidente ucraino Viktor Janukovič da Kiev è sconvolta da una guerra contro la Russia, ma anche contro alcune delle comunità russofone all’interno dei suoi territori. L’ incubo è cominciato sul finire di febbraio dello stesso anno, quando alcuni uomini armati (secondo Kiev soldati russi), opponendosi al movimento Euromaidan che aveva rovesciato Janukovič iniziarono a prendere il controllo della penisola della Crimea. Il peggio, però, arrivò dall’inizio di marzo quando alcune dimostrazioni pro-Russia iniziarono ad avere luogo nelle province mediorientali e orientali dell’Ucraina. Da allora il governo ucraino è stato costretto a fronteggiare anche i separatisti delle autoproclamate repubbliche popolari di Doneck e Lugansk.

Va poi aggiunto che per riuscire a riportare l’ordine nelle regioni separatiste il governo ucraino si è dotato anche di diverse unità miliziane tra cui quella più famosa e “riprovevole” del battaglione Azov, nato grazie all’attivismo di una fazione di ultras, chiamata Setta 82, della squadra Metalist Kharkiv. Il corpo combattente è stato in seguito inquadrato nei ranghi delle forze armate di Kiev, ma tuttavia, l’unità ha acquisito una dubbia notorietà a causa della militanza, al suo interno, di molti uomini, anche provenienti da Paesi stranieri, dall’ideologia politica di destra radicale. Inoltre, il gruppo è stato anche associato a accuse di tortura e di abusi dei diritti umani. Al giorno d’oggi, comunque, continua ad essere tra i più tenaci e feroci oppositori delle milizie separatiste filorusse che hanno occupato una parte delle province di Donetsk e Lugansk.

L’operazione

Gli Stati Uniti hanno avvertito i loro alleati europei che la Russia si sta preparando a una possibile invasione dell’Ucraina “su una scala molto più significativa di quella di sette anni fa”, scrive Bloomberg.

L’offensiva sembrerebbe prevedere l’utilizzo di mezzi anfibi da sbarcare nei porti di Odessa e Mariupol, raid aerei, reparti aviotrasportati e bombardamenti dell’artiglieria. Una mappa pubblicata da Military Times mostra come l’intelligence ucraina si stia preparando a una invasione spietata e sanguinosa con la quale la Russia potrebbe prendere il controllo di buona parte del Paese, un’operazione rispetto alla quale l’annessione della Crimea nel 2014 è ben poco.

Il generale ucraino Kyrylo Budanov ha affermato che le esercitazioni militari congiunte fra la Russia e la Bielorussia del mese scorso hanno consentito di accertare che oltre 3.500 militari potrebbero essere lanciati con il paracadute in una unica volta

In una visita a Washington la settimana scorsa, il ministo della Difesa ucraino, Oleksy Reznikov, ha affermato che Putin sta “giocando a scacchi” con l’Occidente, ma che le sue intenzioni restano poco chiare.

«Non sappiamo esattamente cosa Putin stia preparando», ha aggiunto il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin. Gli americani hanno comunque fornito a Kiev le tecnologie per difendersi dal lancio di missili. Il Regno Unito, invece, fornirà all’Ucraina 10 navi da guerra e nuovi sistemi missilistici.

Poiché, però, l’esercito ucraino non ha potuto riconquistare tutte le province separatiste, a causa della protezione fornita da Mosca, è molto probabile che a questo punto Putin possa riutilizzare la stessa carta impiegata nella guerra fra Georgia, Ossezia del Sud e Russia (7-16 agosto 2008). 

La differenza che potrebbe esserci è che non dovrebbe ripetersi lo stesso errore che commise il presidente georgiano Saakashvili, facendosi trascinare in una guerra a seguito delle provocazioni dei separatisti e finendo sconfitto dai russi.

George W. Bush pur tentato dall’avventura scelse, infatti, di abbandonare al suo destino Saakashvili: così, in pochi giorni le truppe russe inflissero una severa lezione ai georgiani arrivando fino alla periferia di Tblisi. In questo modo, la coppia Putin-Me vedevo elevò Ossezia del Sud e Abkhalza a Stati “Indipendenti!, di fatto incorporandoli nell’impero.

Come allora, sembra esserci di nuovo immobilismo.

Se la Nato non offrirà garanzie di ferro sul fatto che non ci sarà nessun ingresso di Kieve nell’alleanza atlantica, un conflitto militare sarà inevitabile.

A parlare così, non è una persona o un osservatore qualunque, ma Fyodor Lyukanov, presidente del Valdai discussion Club (il forum di stato della Russia), direttore di Global Affair e, soprattutto, il politologo considerato più ascoltato al Cremlino e al ministero degli Esteri di Mosca. I quali, naturalmente, possono sempre smentirlo, Lyukanov non è un portavoce della Russia, ma tutti gli osservatori di cose russe sanno che quando scrive Lyukanov siamo molto vicini a conoscere punti di vista e desiderata in politica estera di Vladimir Putin

Va inoltre aggiunto che il presidente ucraino Zelensky ha rilasciato la seguente dichiarazione Venerdì 26 novembre:

“Ho informazioni che un colpo di stato potrebbe essere organizzato nel nostro paese l’1 e il 2 dicembre. Alcuni media temono che ci sarà presto una guerra. Cosa dobbiamo sapere? Abbiamo il controllo completo delle nostre frontiere. E siamo pienamente preparati per qualsiasi escalation. Da qualsiasi parte provenga”.

Da Mosca nessun commento ufficiale. Le uniche parole rimangono quelle dei giorni scorsi, del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: “È assolutamente sbagliato associare qualsiasi movimento delle forze armate russe nel territorio del nostro Paese a ipotetici piani per attaccare l’Ucraina”.

Risposta dell’Occidente

Gustav Gressel, senior policy fellow dell’European Council of Foreign Relations ed esperto di strategia militare e proliferazione missilistica di Russia ed Europa dell’Est ha dichiarato in un’intervista fatta recentemente quale sarà secondo lui la situazione dell’Ucraina.

Gressel: “Mosca pronta a invadere l’Ucraina. La debolezza di Ue e Nato la incoraggiano”

Secondo lui il messaggio inviato dagli Usa all’Ue è chiaro: la Russia potrebbe invadere l’Ucraina. Se a questo punto ci chiediamo cosa risponderebbero USA e UE la situazione è diversa. 

La Nato ha difficoltà a trovare 30 battaglioni contro i 50 della Russia nella zona, l’UE è costretta a seguire una linea politica cauta a causa del nuovo gasdotto nel Baltico e gli USA sembrano essere più concentrati su Taiwan che sull’Ucraina.

Inoltre, gli USA hanno solo tre brigate da combattimento con sede in Europa, e solo una di esse è corazzata, troppo poche per combattere la Russia. Se dopo tutta la retorica occidentale sul sostegno all’Ucraina, gli USA e la NATO stanno a guardare e non fanno nulla mentre l’Ucraina è schiacciata, ciò potrà solo essere considerato un altro danno molto grave alla loro credibilità e sarà seriamente notato, anche a Pechino.

A questo punto viene da chiedersi: cosa farà Putin?

Essendo, come già detto “un abile giocatore di scacchi”, in questa partita, è difficile poter dire se farà davvero partire l’offensiva come molti sostengono oppure se tutto ciò è solo una dimostrazione di “hard power” sull’UE e sugli USA e ciò ci porta al perché di tutto questo.

Tale minaccia dipende da molti fattori, tra cui la sua cultura imperialista in bancarotta. L’inflazione in Russia ha accelerato al suo livello più alto, con i prezzi che sono aumentati ad un tasso annuo del 6,7%, alimentando il malcontento e preoccupazione (The Journal, 5 ottobre 2021). Tale processo non è affatto cambiato ora; secondo l’osservazione fatta ad ottobre 20-21 l’inflazione è arrivata all’ 8.13% e si prevede un aumento del 7.4% nei prossimi mesi.

Questa nuova e possibile campagna militare, la si potrebbe, quindi, definire come “l’offensiva delle Ardenne di Putin” per cercare di dimostrare (proprio come tentò Hitler) due aspetti importanti: il suo esercito è ancora forte e solo lui, Putin, può restare a guida della nazione vincendo tutti i nemici che si presenteranno.

Non c’è dubbio che il morale dei soldati russi sia alto, ma se partisse la campagna potrebbero davvero vincere? Tutto ciò, poi, servirebbe a qualcosa?

Un soldato, secondo la prassi non è abituato a pensare, ma solo a eseguire degli ordini, eppure, però, furono in grado di farlo nel febbraio del 1917.  È su questo punto, che i militari russi e il loro popolo dovrebbero riflettere, cercando anche di tenere conto di una frase famosa, pronunciata da un ammutinato francese della 17-divisione condannato il 15 giugno 1917 per aver detto: “dobbiamo porre fine alla guerra, non con la vittoria, ma con la rivoluzione”.

A cura di Tommaso Bernardini

RESOURCES

“Ucraina entro gennaio invasa dalla Russia” – MetroNews

Cos’è il Battaglione Azov, la milizia di estrema destra attiva in Ucraina (insideover.com)       

Gressel: “Mosca pronta a invadere l’Ucraina. La debolezza di Ue e Nato la incoraggiano” (msn.com)

La guerra fra Georgia, Ossezia del Sud e Russia (7-16 agosto 2008) – Limes (limesonline.com)

Come sarebbe davvero la guerra con la Russia per l’Ucraina? — L’Indro (nfkw) (informazione.it)

Zelensky accusa Putin: “Colpo di stato in Ucraina l’1 e 2 dicembre”. La NATO indaga (msn.com)

“L’Ucraina a un passo dal finire come la Georgia nel 2008, se non starà nella sfera della Russia” (msn.com)

Chi ha paura dell’inflazione: l’Italia a confronto con gli altri Paesi | WSI (wallstreetitalia.com)

 

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