Narcoterrorismo, analisi di un fenomeno poco conosciuto

In Perù, nel 1982, un attacco ad una stazione di polizia da parte dei guerriglieri dell’organizzazione di ispirazione maoista “Sendero Luminoso”1, portò il Presidente Fernando Balaùnte Terry a coniare il termine “narcoterrorismo” in grado di unire due grandi problemi che affliggevano e affliggono la società.


Infatti, al giorno d’oggi, il terrorismo continua ad essere uno dei principali oggetti del dibattito
internazionale e, anche nel corso della pandemia che il mondo sta vivendo, l’argomento torna
prepotentemente ad essere protagonista sui social media a causa degli ultimi attentati.


Malgrado ciò, la maggior parte delle persone non si interroga sugli aspetti più profondi legati al
terrorismo, che sarebbero essenziali non solo per avere una visione completa del fenomeno, ma
soprattutto per comprendere come esso si sviluppi e persista nel tempo.


In particolare, è interessante osservare come, nonostante le differenze culturali, ideologiche e
metodologiche, la maggior parte dei gruppi terroristici tragga una parte importante del proprio
finanziamento dal traffico di droga2.


Ciò è dovuto principalmente al fatto che con la fine della Guerra Fredda le organizzazioni
terroristiche persero supporto e finanziamento ed ebbero quindi la necessità di cercare metodi
alternativi per proseguire la loro lotta. In aggiunta a questo fatto, bisogna considerare che, nella
maggior parte dei casi, i gruppi terroristici sorgono in territori in cui vi è assenza o estrema
debolezza da parte delle autorità statali e ciò non solo facilita il ricorso ad attività illegali, ma permette anche legami con criminalità organizzata.

Tecniche di guadagno:

Le organizzazioni terroristiche possono trarre i profitti dal traffico di droga indirettamente o
direttamente.

Nel primo caso, i membri del gruppo si limitano solamente a tassare i coltivatori che lavorano nel
territorio sotto il loro controllo e tutti coloro che hanno l’esigenza di transitarvi, assicurando in
cambio sicurezza. Uno dei principali esempi è costituito dall’ELN (Esercito di Liberazione
Nazionale) in Colombia, un’organizzazione di guerriglia di ispirazione marxista-leninista che è, ad
oggi, il principale gruppo terroristico nella nazione3.

Tuttavia, grazie a questi guadagni e all’indebolimento dei cartelli della droga, l’ELN è passata a
ottenere i profitti direttamente, in un primo momento acquistando la cocaina dai coltivatori per
smerciarla e poi costituendo i propri laboratori di trasformazione.

Terrorismo di matrice islamica:

Il fenomeno del narcoterrorismo non è però limitato solo all’America Latina, ma anche molti gruppi di matrice islamica ottengono una consistente parte dei loro proventi dal traffico di droga.


L’IMU (Movimento Islamico dell’Uzbekistan) svolge un ruolo fondamentale nel controllare il
traffico di eroina nell’Asia Centrale mentre Hezbollah, organizzazione paramilitare islamista
libanese4, cercando un’ulteriore fonte di finanziamento oltre al denaro proveniente dall’Iran, sarebbe coinvolta nella produzione di captagon5 e amfetamine, nel riciclaggio di denaro e nellacollaborazione con cartelli della droga latinoamericani6.


Si ritiene che anche il più ben noto ISIS abbia ottenuto una parte, seppur minore, dei suoi guadagni
dal traffico di droga, soprattutto dopo la perdita del controllo dei pozzi petroliferi.


Viktor Ivanov, direttore dell’ufficio antidroga della Russia, ha dichiarato che l’ISIS avrebbe
guadagnato un miliardo di dollari dall’eroina afghana trafficata attraverso il suo territorio7.


Anche la DEA (US Drug Enforcement Administration) sostiene che il gruppo estremista islamico
faccia ampio uso di amfetamine e ne controlli la vendita8.


Nonostante queste informazioni, il ruolo dello “Stato Islamico” all’interno di questo traffico è
difficile da definire, ma è certo che una parte dei suoi membri faccia uso di oppiacei sintetici, come
il tramadolo.


Si osservi inoltre che il primo luglio 2020, nel porto di Salerno, sono state sequestrate dalle autorità italiane 14 tonnellate di amfetamine, dal valore complessivo di un miliardo di dollari, che si ritiene siano state prodotte in Siria da laboratori collegati o all’ISIS9 o ad Hezbollah10.

In Siria anche il gruppo jihadista Jabhat Fatah al-Sham11 (meglio noto come Al-Nusra Front) utilizza il traffico di captagon per finanziare gli sforzi bellici. In particolare, sono stati scoperti dei
laboratori intorno ad Aleppo e Homs legati all’organizzazione poc’anzi menzionata12.

Le conseguenze:

Concludendo, il narcoterrorismo è un problema che provoca conseguenze da un punto di vista
sociale, economico e politico come lo sviluppo della corruzione e lo sfruttamento di parti della
popolazione, la destabilizzazione di intere regioni e l’indebolimento di alcuni settori dell’economia13.

L’ONU e molti governi nazionali hanno sempre trattato il narcotraffico e il terrorismo come due
problemi distinti. Sarebbe importante che si iniziasse a prendere una maggiore consapevolezza di tutte le fasi che costituiscono il fenomeno e della loro interrelazione in modo tale da poterlo
contrastare in un modo maggiormente efficace colpendo direttamente le fondamenta e le radici delle organizzazioni terroristiche.

Articolo a cura di Matteo Baldassari

________________________________

1Il nome completo è “Partito Comunista del Perù sul sentiero luminoso di Mariàtegui” ed è considerata un’organizzazione terroristica da USA e UE.

2https://www.loc.gov/rr/frd/pdf-files/NarcsFundedTerrs_Extrems.pdf

3https://www.insightcrime.org/colombia-organized-crime-news/eln-profile/

4 Hezbollah è considerata un’organizzazione terroristica dagli USA mentre la maggior parte degli Stati Membri UE distingue tra l’ala politica e quella militare.

5 Si tratta di un composto sintetico derivato dal legame tra amfetamina e teofillina.

6 https://www.washingtonpost.com/national-security/hezbollah-operatives-seen-behind-spike-in-drug-trafficking-analysts-say/2020/08/03/fa286b1a-d36a-11ea-8c55-61e7fa5e82ab_story.html

7 https://globalinititiative.net/wp-content/uploads/2016/10/The-nexus-of-conflict-and-illicit-drug-trafficking-Syria-and-the-wider-region.pdf

8 https://edition.cnn.com/2020/07/01/europe/isis-drug-seizure-italy-scli-intl/index.html

9 https://www.ilsole24ore.com/art/maxi-sequestro-anfetamina-made-isis-salerno-ADuc3gb?refresh_ce=1

10 https://www.washingtonpost.com/national-security/hezbollah-operatives-seen-behind-spike-in-drug-trafficking-analysts-say/2020/08/03/fa286b1a-d36a-11ea-8c55-61e7fa5e82ab_story.html

11 Il nome significa “Fronte per la Liberazione del Levante”. Dal 2017 il gruppo si è fuso con altri quattro gruppi dando vita ad Hay’at Tharir al-Sham (HTS).

12 https://globalinititiative.net/wp-content/uploads/2016/10/The-nexus-of-conflict-and-illicit-drug-trafficking-Syria-and-the-wider-region.pdf

13 Si vedano le situazioni dei coltivatori in Perù, Colombia e Afghanistan.

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