In case you need it: 4 buone notizie per iniziare il 2021col piede giusto

Il 2021 è iniziato da pochissimi giorni e quest’anno, in cui moltissimi ripongono speranze e sogni non realizzati in quello appena passato, è già alla prima settimana denso di avvenimenti.

Noi di The Journal proveremo a raccontarveli, ma andiamo con ordine.

È stata abolita la Tampon Tax in Uk

Negli scorsi editoriali vi abbiamo raccontato il percorso travagliato che ha portato Uk e Ue a raggiungere l’accordo per perfezionare la Brexit e il passaggio storico che è avvenuto il 31 dicembre, portando il Regno Unito ad uscire definitivamente dall’Europa. Ora la Gran Bretagna non deve più sottostare a molte regole europee, tra cui quella di rispettare il tasso minimo di tassazione sui prodotti igenici. È stata quindi abolita la cosiddetta “Tampon tax” di cui si sta discutendo molto anche in Italia in questi giorni, visto che da pochi giorni è stata anche approvata la legge di bilancio. I prodotti per il ciclo mestruale erano infatti tassati come beni di lusso, ora come beni di prima necessità. Secondo le stime del Tesoro, l’iniziativa permetterà alle donne di risparmiare quasi 40 sterline nel corso della vita, con un taglio di 7 centesimi su una confezione di 20 tamponi e 5 centesimi su 12 assorbenti.

Un’ altra conquista storica per le donne è stata raggiunta in Argentina

Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza (tradotta con la sigla IVE in spagnolo). Il provvedimento ha provocato l’esultanza di migliaia di militanti pro-aborto in attesa fuori dal Congresso, l’Argentina è diventata infatti uno dei pochissimi Paesi dell’America Latina a permetterlo. Finora l’aborto era consentito solo se la gravidanza era la conseguenza di una violenza, oppure quando esisteva un pericolo grave per la vita della donna incinta; ma moltissime sono in Argentina le interruzioni clandestine, effettuate in costose cliniche private oppure in strutture che non rispettano le norme di sicurezza, mettendo a repentaglio la salute delle donne. Secondo i dati del governo riportati dalla stampa argentina, nel Paese da 44 milioni di abitanti ogni anno si praticano fra 370 mila e 520 mila aborti clandestini, e 38 mila donne sono ricoverate in ospedale per le complicazioni che ne conseguono. 

Caso Giulio Regeni

Giulio Regeni, è stato un ricercatore italiano brutalmente ucciso in circostanze mai chiarite in Egitto nel 2016. La famiglia Regeni ha ultimamente deciso di denunciare il governo italiano per violazione della legge sulla vendita di armi a Paesi autori di gravi violazioni dei diritti umani. “Assieme alla nostra legale abbiamo predisposto un esposto-denuncia contro il governo italiano per violazione della legge 185/90, che vieta l’esportazioni di armi verso Paesi, i cui governi sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertati dai competenti organi dell’Ue, dell’Onu e del Consiglio d’Europa e il governo egiziano rientra certamente tra quelli che si sono macchiati di queste violazioni”, hanno detto Paola e Claudio Regeni. Questo è sicuramente l’ennesimo passo verso la giustizia e fa ben sperare affinché venga finalmente gettata una luce su una vicenda che da sempre è stata piena di ombre e retroscena che il nostro Governo non ha mai voluto svelare, nonostante l’istituzione lo scorso anno di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul caso. 

Ci spostiamo in Kazakhstan

Nei primi giorni dell’anno, il Paese ha abolito la pena di morte dopo una moratoria sulle esecuzioni in vigore da quasi 20 anni nel Paese. Lo riferisce una nota della presidenza. Secondo un avviso pubblicato sul suo sito web, il capo di stato Kassym-Jomart Tokayev ha firmato la ratifica di un testo in merito al patto internazionale sui diritti civili. Questo testo, ratificato lo scorso anno dal parlamento kazako, obbliga i suoi firmatari ad abolire la pena di morte all’interno dei propri confini. Le esecuzioni erano state sospese in Kazakistan nel 2003. Tuttavia, i tribunali hanno continuato ad applicare la pena capitale per crimini eccezionali, compresi quelli per terrorismo. Nell’ex Unione Sovietica, solo la Bielorussia continua ad applicare la pena di morte. La Russia l’ha abolita de facto, senza vietarla esplicitamente.

Abbiamo voluto riportare solo alcune notizie positive uscite in questi giorni. Nonostante le difficoltà, questi avvenimenti fanno ben sperare per un anno in cui molti ripongono le loro speranze di rinnovamento e rinascita dopo un momento così complesso come quello appena vissuto e che interi Paesi stanno continuando a vivere. 

Beatrice Offidani.

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