L’Italia prova a Ripartire

Alexei Navalny condannato a 3 anni e mezzo di carcere

Ieri, il 3 febbraio, Alexei Navalny è stato condannato a 3 anni e mezzo di carcere per aver violato la libertà vigilata che gli era stata imposta per via di una precedente condanna. Questa decisione, che non sorprende in alcun modo chi ha seguito la vicenda, arriva in un momento topico per la Russia di Putin, poiché nelle ultime settimane si sono svolte centinaia di manifestazioni in tutto il paese che hanno portato all’arresto di diverse migliaia di persone.

Source: Il Post

Il regime di Putin motiva gli arresti presentandoli come dovuti alla violazione delle normative anti contagio e non a un tentativo di repressione dell’opposizione. Detto questo in molti si domandano se questo sia vero, è facile infatti pensare che, tanto quanto la condanna di Navalny, anche gli arresti dei manifestanti abbiano una matrice decisamente politica.

Tra gli arresti figura anche la moglie dell’oppositore Yulia Navalnaya. Navalny ha colto l’occasione, durante il processo, per accusare nuovamente Putin di averlo avvelenato, arrivando a riferirsi al Presidente chiamandolo “avvelenatore di mutande”. Il suo appello al popolo russo è di continuare a lottare e sembra che i cittadini lo stiano ascoltando.

Dal profilo twitter @vonderleyen

Adesso l’attenzione va rivolta tanto alle proteste quanto alla reazione dei diversi governi e dei relativi capi di stato. La Casa Bianca ha già condannato l’azione di Putin tramite la propria speaker Jen Psaki durante una riunione con la stampa, mentre in Europa tra i primi a esprimersi è stata la Presidente della commissione europea Ursula von der Leyen che, tramite twitter, ha chiesto la scarcerazione immediata del politico russo.

Jeff Bezos si ritira

Arrivano anche notizie da oltreoceano, più precisamente dagli Stati Uniti, dove Jeff Bezos ha annunciato che rinuncerà alla posizione di CEO della società lasciando il posto a Andy Jassy che al momento è il capo della divisione che si occupa di cloud computing.

Il fondatore della società ha detto che non lascerà amazon del tutto ma che vuole dedicarsi ad altri progetti come la sua agenzia aerospaziale Blue Origin, le sue iniziative in ambito di protezione dell’ambiente e al Washington Post, giornale di sua proprietà.

Questa decisione arriva dopo un anno record per la società che ha visto, anche grazie alla pandemia, una crescita enorme delle proprie finanze grazie a vendite record dovute ai vari lockdown in tutto il mondo.

Fico fallisce, ora tocca a Draghi

Dal profilo twitter @Quirinale

Questa mattina alle 12 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il professor Mario Draghi, da lui convocato nella serata di ieri dopo il fallimento del mandato esplorativo affidato al Presidente della camera dei deputati Roberto Fico. Nel suo discorso il Presidente ha detto che il paese ha due possibilità, da un lato andare a elezioni anticipate e dall’altro la nomina di un governo, nel pieno dei suoi poteri, che possa prendere azioni concrete per risolvere le crisi che attanagliano oggi il nostro paese.

La scelta di Draghi da parte del Presidente deriva dal desiderio di evitare elezioni durante l’emergenza sanitaria attuale. Nel suo discorso il Presidente della Repubblica ha illustrato come, nei paesi dove si sono svolte delle elezioni dall’inizio della pandemia, si sia registrato un incremento dei contagi di COVID-19. Le elezioni infatti non durano solo un giorno ma, come ricordato dal nostro capo di Stato, dallo scioglimento delle camere devono trascorrere 60 giorni, nei quali si verifica una febbrile attività di campagna elettorale, prima che si possa andare alle urne e come successivamente si debba procedere al conteggio dei voti, alle consultazioni con i diversi partiti e alla formazione del nuovo esecutivo. Nel 2018 questo processo durò quasi 5 mesi.

Il Presidente ha quindi deciso per la seconda strada da lui illustrata.

La convocazione di Mario Draghi è figlia quindi della necessità di disporre di un governo funzionante che possa essere in grado di agire subito e con forza, senza dover aspettare diversi mesi per avere un governo nel pieno delle sue forze.

Se da un lato però molte forze politiche accolgono a braccia aperte la nomina dell’ex Presidente della BCE, tra queste il Partito Democratico, Forza Italia, Italia Viva come anche Azione e più Europa, la situazione è meno chiara per quanto riguarda Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 Stelle.

Il partito di Di Maio sembra diviso sulla questione, con il ministro degli esteri che non si è ancora espresso, violenti no da parte dell’ex ministro dei trasporti Toninelli e da Battista, mentre Vito Crimi, portavoce del Movimento alla Camera dei Deputati, chiede che la questione venga posta agli elettori del partito tramite un voto sulla piattaforma Rousseau.

La figura di Mario Draghi quindi non unisce i partiti come molti vorrebbero e non è scontato che, al termine delle consultazioni con le diverse forze politiche, non si riesca a creare una maggioranza solida nelle due camere, non permettendo quindi la creazione di un nuovo esecutivo.

In tal caso il Presidente della Repubblica potrebbe vedersi costretto a indire nuove elezioni per sbloccare la situazione di stallo che si è creata in Parlamento dopo la crisi di governo aperta dal partito di Matteo Renzi.

Umberto Costa Broccardi

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