La nuova crisi russo-ucraina.

“Ucraina entro gennaio invasa dalla Russia”. (The Journal, 30 Novembre 2021)

Questo, fu dichiarato mesi fa, ma la situazione attualmente è cambiata?

“Il piano della Russia di invadere l’Ucraina porterebbe al più grande conflitto in Europa dalle seconda guerra mondiale”; questo, è quanto sostiene il primo ministro britannico Boris Johnson alla BBC.

Ma è veramente cosi? Ci stiamo preparando ad affrontare un conflitto che coinvolgerebbe tutte le potenze mondiali?

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sulla cosiddetta crisi russo-ucraina: una crisi che, da diverse settimane, nonostante diversi sforzi diplomatici, è giunta ad un livello altissimo di tensione, che ci fa veramente pensare ad un imminente guerra che per alcuni osservatori è già iniziata.

I motivi del conflitto

Da cosa nasce il conflitto tra Russia e Ucraina?

La crisi russo ucraina appare all’attenzione mondiale solo da poche settimane. Tuttavia una guerra, anche se non ufficiale e di bassa intensità, è già in corso dal 2014, quando il Presidente filorusso Viktor Yanukovich fu cacciato dal popolo ucraino, andando così ad instaurare un governo ad interim su una linea più europeista, non riconosciuto da Mosca.

Pertanto, il presidente russo, sostiene da diversi anni di detenere un “diritto storico” sull’Ucraina, poiché faceva parte dell’Unione Sovietica fino al 1991, anno del suo collasso. Tramite questo pretesto, nonostante la maggioranza della popolazione ucraina sia più vicina a una visione filo-europea, il governo di Mosca, con l’appoggio di diverse minoranze separatiste, è riuscito ad annettere la Crimea.

Le mire del presidente Putin, tuttavia, non si sono placate, e sempre in quell’anno, la regione del Donbass è stata oggetto di diverse rivolte da parte dei separatisti filorussi. È giusto quindi ritenere che Putin stia cercando di ripristinare lo scenario geopolitico precedente al crollo dell’Impero Sovietico. Infatti, l’Ucraina rappresenta la più grande perdita di quella che, dallo stesso Putin, è stata definita la più grande catastrofe del XX secolo.

Oggi,........... ci parlerà dell'attuale crisi alle porte dell'Europa, una situazione alquanto tesa e preoccupante ,dalla quale la Russia potrebbe uscirne distrutta economicamente.
ex paesi componenti dell’URSS

L’allargamento della Nato

Già dal 2008, il governo di Kiev cercò di entrare nell’alleanza atlantica. Non è, quindi, un segreto che la Russia tema un allargamento della Nato, il quale, porterebbe i suoi nemici proprio sotto la porta di casa. Tutto questo, continua, malgrado la dichiarazione del presidente americano Joe Biden dove sostiene che “La possibilità che l’Ucraina si unisca alla Nato in tempi brevi, è molto remota”.

Mosca, però, accusa la Nato di fornire all’Ucraina armi e gli Stati Uniti di fomentare le tensioni. Gli Stati Uniti, a ogni modo vogliono limitare l’influenza di Vladimir Putin; temono l’espansione russa nell’Europa dell’Est e desiderano difendere il principio per cui ogni Paese ha il diritto di scegliersi il proprio destino e le proprie alleanze. Tutto ciò non solo per l’Ucraina, ma per tutti i Paesi che facevano parte del Patto di Varsavia e che negli anni Novanta sono passati con la Nato.

«C’è una ragione fondamentale per cui gli Stati Uniti e il resto del mondo democratico dovrebbero sostenere l’Ucraina nella sua battaglia contro la Russia di Putin», scrive Francis Fukuyama su American Purpose.

“L’Ucraina è una vera democrazia liberale, anche se in difficoltà. La popolazione è libera, in un modo in cui i russi non lo sono; possono protestare, criticare, mobilizzarsi e votare. Per questo, Putin vuole invadere questa nazione: la vede come una parte integrante della Russia, ma soprattutto ne teme la democrazia che può proporre un modello ideologico alternativo per il popolo russo».

Le conseguenze economiche

Cosa accadrebbe pertanto in caso di guerra? Nel caso in cui ciò avvenisse, tra i due paesi le conseguenze economiche sarebbero particolarmente rilevanti.

Da una parte la Russia vuole mantenere la propria influenza sull’ex-repubblica sovietica da cui transita il 40% del gas che arriva in Europa. In questo scenario, la Nato, si è mossa con diverse sanzioni per la Russia, in modo da evitare il conflitto: l’improvvisa riduzione dei flussi di Gas dalla Russia verso l’Europa ha portato un rincaro del gas estremamente elevato.

Questo, tuttavia, potrebbe avvantaggiare la Cina, poiché da sempre ne ha un grande bisogno e potrebbe così svantaggiare il continente europeo. Un ulteriore ed importante fattore da considerare, inoltre, è il petrolio, di cui la Russia è il primo partner commerciale dell’Unione Europea con una quota di mercato del 25%. Questo rappresenta oltre che per il vecchio continente un grande problema per gli USA; infatti, il WTI ha sfiorato i 95 dollari al barile, il massimo da settembre 2014.

Da questa analisi è quindi chiaro che un conflitto avrebbe serie ripercussioni sull’economia Europea, già da due anni provata a causa della pandemia di Covid-19. Un’ unione che tra l’altro, dimostra di nuovo una divisione in due blocchi, a causa di importanti questioni collegate alla crisi. Da una parte ci sono Germania, Italia e Francia che cercano di evitare le sanzioni russe, e dall’altra la restante parte che sostiene la linea statunitense.

Come potrà concludersi la situazione?

A cura di Ilaria Passaniti

Fonti:

https://www.corriere.it/economia/consumi/cards/timori-guerra-effetti-economici-grano-petrolio-cosa-aumentera/rialzo-prezzi-grano-l-allarme-coldiretti.shtml

https://www.corriere.it/esteri/22_febbraio_14/motivazioni-crisi-russia-ucraina-b9269d60-8d6a-11ec-a91e-e98defcaa657.shtml?refresh_ce

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