Ucraina, l’andamento della guerra

 Nonostante nei diversi discorsi tenuti da Vladimir Putin l’Ucraina venga definita da lui stesso un “paese e un popolo fratello”, l’offensiva russa prosegue su larga scala.

A cosa mira il Cremlino?

Appare subito evidente che gli obbiettivi di Putin di un’attacco militare della durata di pochi giorni sono andati a vuoto. Probabilmente il governo di Mosca si aspettava un’Ucraina più impreparata o forse appare sempre più chiaro come i piani finali di questo attacco non siano limitati ad assicurarsi il controllo delle sole regioni contese dell’Ucraina orientale.

Tuttavia, il numero limitato delle truppe dislocate sul terreno e i costi in termini economi, inducono ad abbandonare l’ipotesi di un’occupazione militare dell’intero territorio ucraino.

Ciò che appare certo è che Putin non può perdere la faccia, non si accontenterà solo dell’indipendenza del Donbass e del riconoscimento della Crimea. Certamente Mosca insisterà sulla neutralità e  “demilitarizzazione” dell’Ucraina, ma fonti dell’intelligence ucraina affermano che nel disegno di Putin ci potrebbe essere addirittura la divisione del Paese in due stati: a est e ovest del fiume Dnepr. A quel punto Mosca avrebbe ottenuto di instaurare una zona ‘cuscinetto’ tra la Russia e i paesi occidentali, utile a garantire la propria sicurezza, oltre ad assicurarsi che, con un territorio smembrato e sotto occupazione, l’Ucraina non possa mai ottenere lo status di adesione alla Nato. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, però, e non è chiaro cosa fermerà l’avanzata delle truppe russe.

Nuclearizzazione e elettrificazione

La guerra in Ucraina diventa sempre più intensa, la Russia ha già ottenuto il controllo delle centrali nucleari di Enerhodar, che oltre ad essere la più grande centrale nucleare d’Europa è la fonte di più della metà dell’elettricità ucraina. I russi occupano anche l’ex centrale nucleare di Chernobyl, utilizzata al momento come deposito armi. Tutto ciò apre degli interrogativi sull’ipotesi di andare in contro a diversi “incidenti” atomici nel caso in cui la guerra si dovesse inasprire. D’altronde però capire come si svolge una guerra nucleare e proprio il suo funzionamento, la renderebbe quasi impossibile: un attacco atomico su larga scala inizierebbe con il “First Strike”, ossia il primo colpo nucleare che il Paese attaccante decidesse di scagliare a sorpresa con l’obbiettivo di impedire o almeno ridurre in parte il “Second Strike”, cioè la risposta nucleare del Paese attaccato. Per questo motivo il principale bersaglio all’inizio di una guerra nucleare è quello di colpire in maniera massiccia proprio i luoghi in cui si potrebbero trovare le armi nucleari del nemico.

Quello che però è importante sottolineare è che una guerra nucleare è infattibile proprio per il principio della cosiddetta “mutua distruzione assicurata”. Di conseguenza oltre all’estrema vicinanza tra i due paesi e l’impossibilità di Putin di conoscere esattamente i luoghi dell’arsenale atomico del nemico, condannerebbe il suo popolo a morte certa.

Il fatto che sia stata distrutta dai bombardamenti russi anche la centrale termoelettrica di Okhtyrka (oblast’ di Sumy) conferma il tentativo del Cremlino di staccare completamente l’energia elettrica al vasto paese aggredito e non quello di iniziare un conflitto atomico. Del resto i nuovi ordini sono di catturare i reattori nucleari e distruggere eventualmente gli altri impianti, piegando così la resistenza ucraina.

Il ruolo della Cina

Sergei Lavrov e Wang Yi, ministri degli esteri di Russia e Cina

L’assemblea generale delle nazioni unite condanna l’invasione russa in Ucraina con 141 voti favorevoli, 35 astenuti e soli 5 contrari (Russia, Corea del nord, Siria, Eritrea, Bielorussia). Ciò che appare evidente è quindi l’atteggiamento prudente della Cina, volto a salvaguardare i propri interessi che se prolungati avranno esiti svantaggiosi nell’economia di Pechino. Infatti ciò che teme principalmente la Cina è che in caso la Russia venga isolata non possa con essa creare un mercato alternativo e perché teme che nel lungo periodo si possa realizzare lo spettro del famoso decoupling, ovvero il disaccoppiamento delle economie nei settori critici. Quindi se da una parte l’azione russa trova il sostegno della Cina che garantirebbe a quest’ultima un maggiore peso nell’attuale ordine internazionale, dall’altra parte espone Pechino a danni economici prolungati e a una gravissima perdita di consenso internazionale. Un paradosso sostanziale che ci fa sperare che la Cina possa svolgere il ruolo di mediatore che sancirebbe la fine di questa guerra.

Putin si fermerà?

Definito in modo ironico come il più grande europeista di tutti i tempi che ha costretto l’ue a svegliarsi, il capo del governo di Mosca sembra avere come ennesimo scopo politico dimostrare al mondo il suo potere e mettere in ginocchio l’intero occidente.

Di una cosa possiamo essere certi: quale sia l’esito del conflitto, Mosca farà probabilmente permanere le proprie truppe di occupazione, per un tempo considerevole, costringendo l’Europa a ristabilire gli equilibri di sicurezza, e sarà in grado di giocare a carte pari con gli Stati Uniti a livello globale.

La crisi segna una nuova pagina per l’Occidente che necessita ora più che mai un maggiore sincronismo e solidarietà tra Usa e UE: dall’approccio sanzionatorio, al rischieramento delle forze aeronavali e terrestri, al supporto e invio di armi alle forze ucraine.

Tuttavia non basta come risposta per risolvere l’attuale crisi. Se, giustamente, l’occidente non ritiene opportuno far scattare una terza guerra mondiale allora dovrà sviluppare forti azioni in campo politico e militare ben sincronizzate per evitare che Putin si convinca che può replicare lo schema ucraino in altri paesi.

La speranza comune è che le trattative diplomatiche possano in qualche modo condurre a una soluzione di diverso tipo, ma è necessario che entrambe le parti accettino di fare delle concessioni: l’Ucraina dovrebbe rinunciare definitivamente alla Crimea e le regioni di Luhansk e Donetsk e impegnarsi a recedere da ogni suggestione di adesione alla Nato. Mentre la Russia dovrebbe accettare un’’immediata smobilitazione delle sue truppe dal territorio ucraino. Una situazione molto complessa che difficilmente potrebbe vedersi accadere nel breve periodo.

A cura di Ilaria Passaniti

Fonti

Limes: Guerra Russia-Ucraina;

Inspi, speciale Ucraina: verso la ripresa di Kiev;

Repubblica, Dal conflitto breve allo scontro mondiale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...