Calcio e gender pay gap

Dopo 7 anni dalla denuncia delle calciatrici statunitensi Megan Rapinoe e Alex Morgan alla commissione federale per le pari opportunità, pochi giorni fa le donne hanno conquistato un altro traguardo nella battaglia per la parità dei sessi. Il raggiungimento della parità salariale tra donne e uomini nel mondo del calcio USA è un traguardo da non sottovalutare. Per anni questo sport è stato ritenuto prevalentemente maschile, tanto è vero che il calcio femminile ha una storia relativamente recente. 

Le prime tracce di squadre di calcio femminile risalgono al XIX secolo. In seguito, la popolarità di questo sport aumentò esponenzialmente con l’avvento della grande guerra, poiché le donne dovettero prendere il posto dei loro colleghi nelle fabbriche. Dopo il turno era consuetudine per le operaie incontrarsi per passare del tempo libero insieme, giocando anche a calcio tra loro e organizzando veri e propri tornei tra aziende. Tuttavia, con l’aumentare della popolarità dello sport tra le ragazze, ad aumentare fu anche il gender gap. Infatti, nel 1921 la Football Association, associazione calcistica inglese, vietò alle donne di giocare sui campi della federazione, dichiarando che “il calcio non è idoneo per le donne e non dovrebbe essere incoraggiato” (interdizione caduta nel 1971).

In tempi più recenti, incontriamo indubbiamente una diminuzione del gender gap, ma non la sua completa scomparsa. Al giorno d’oggi le donne vengono ancora discriminate dalla società. Precisamente, tra calciatrici e calciatori c’è una differenza salariale inverosimile. Secondo un articolo dell’ANSA del 2021 tra i calciatori più pagati al mondo si sfiorano soglie che superano i 100 Milioni di euro (Ronaldo 118 Milioni annui). Al contrario, secondo un articolo del 3 marzo 2022 di football, le giocatrici più pagate al mondo raggiungono a malapena i 400 mila euro annui. 

Il traguardo raggiunto dalle giocatrici USA è immenso e ci insegna, come il calcio stesso insegna, che il gioco di squadra è fondamentale: dobbiamo lottare unit* per conquistare mete sempre più importanti.

A tal proposito, l’università Luiss Guido Carli ha deciso di partecipare con noi a questa lotta con un progetto chiamato Gender Equality Plan (GEP). Nell’occasione della Festa della Donna, l’8 marzo si è tenuta la presentazione del GEP al campus di Viale Pola.

A cura di Maria Vittoria Urbano Blasetti

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