Programmi dei partiti per il 25 settembre 2022

Dalla gestione dell’inflazione alle proposte di riforme costituzionali: i programmi a confronto

Nelle ultime settimane, tutte le principali coalizioni elettorali ed i partiti hanno presentato i propri programmi, in vista delle elezioni del 25 settembre.

La caduta anticipata del governo Draghi ha costretto i partiti ad affrettare la campagna, avendo tempi stretti per tenere comizi, scrivere i programmi e trovare i candidati. Forse proprio è per questo motivo che all’interno dei programmi non si vedono proposte azzardate e capaci di creare dibattito (come è avvenuto, ad esempio, con la proposta del reddito di cittadinanza nel 2018).

Considerando dunque che i programmi sono stati scritti in tempi brevi è ragionevole pensare che la loro importanza risulterà più limitata del solito nel corso della futura legislatura.

Alcuni programmi risultano abbastanza generici, probabilmente sono destinati a cambiare a seconda di come si muoveranno gli equilibri tra partiti. Sicuramente non è da escludere che alcune proposte usciranno più a ridosso del voto.

Pertanto, sono stati selezionati alcuni macro argomenti che verranno analizzati e verrà spiegato cosa promettono le principali forze politiche. Le questioni prese in analisi sono: crisi ambientale, Inflazione, riforme costituzionali, tasse e rapporto tra UE e Russia.

Crisi ambientale

Destra – La coalizione di destra intende definire “priorità l’ambiente”, ma poi usa una formula piuttosto vaga: “rispettare e aggiornare gli impegni internazionali dell’Italia per combattere il cambiamento climatico”, che non spiega cosa significhi “aggiornamento”. Ci sono altre proposte più generali, tra cui la riforma del sistema dei rifiuti, la creazione di nuove riserve naturali e “la promozione dell’educazione ambientale e del rispetto della flora e della fauna”.

Partito Democratico – Il  PD ha individuato nello sviluppo sostenibile e nella trasformazione ecologica il primo pilastro dei “Pilastri d’Italia 2027”, progetto di governo per la prossima legislatura (che si concluderà nel 2027). Per questo motivo ha proposte più dettagliate, a partire dall’adesione a Fit For 55, un progetto della Commissione Europea che mira a ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e diventare carbon neutral entro il 2050. Il programma del PD è quasi interamente incentrato sulla cosiddetta transizione ecologica, la transizione verso le energie rinnovabili. Propone agevolazioni fiscali per gli incentivi ambientali, l’eliminazione graduale dei sussidi dannosi per l’ambiente e, soprattutto, l’installazione di nuove centrali elettriche rinnovabili con una capacità totale di 85 gigawatt entro il 2030. È un obiettivo ambizioso: attualmente le rinnovabili in Italia arrivano a 61 GW di potenza, e nel 2021 ne è stato installato appena 1,35 GW, contro i dieci all’anno che sarebbero necessari per raggiungere gli obiettivi europei.

Movimento 5 Stelle – Dal punto di vista ambientale, il M5S rivisita in parte alcune delle sue misure più famose, come il Superbonus, e in parte punta alla diffusione di nuove tecnologie, come le “strade intelligenti” (il programma non spiega di cosa si tratta, ma probabilmente si riferisce a una tecnologia piuttosto fumosa e non sperimentata per sistemi stradali interconnessi per ridurre il traffico e migliorare la sicurezza) e la sostituzione dei parcheggi con modelli elettrici. Il M5S intende anche eliminare la burocrazia per incoraggiare la creazione di impianti di energia rinnovabile e porre fine a “nuove perforazioni [petroliere] e nuovi inceneritori [di rifiuti]”.

Azione ed Italia Viva Il piano del “Terzo Polo” è piuttosto dettagliato sulle questioni ambientali. Parla ampiamente della necessità di ottenere l’indipendenza dal gas russo, costruendo nuovi rigassificatori e aumentando la produzione statale di gas (non proprio una misura ambientale, anche se necessaria secondo molti), ma poi aderendo agli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dalla Commissione Europea: 55% entro il 2030 e carbon neutral entro il 2050. Per fare ciò, stima che potrebbero essere necessari fino a 140 GW di impianti di energia rinnovabile. Si è inoltre impegnata a ridurre il trasporto merci su strada, incoraggiare il trasporto merci su rotaia e adottare misure per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Azione ed Italia Viva dedicano parte del piano anche alla lotta alla crisi idrica, citando la costruzione di bacini per trattenere l’acqua piovana e la necessità di ridurre le perdite della rete idrica fino al 40 per cento. Si cita anche l’economia circolare, e il potenziamento del sistema del trattamento dei rifiuti stia aumentando la raccolta differenziata stia costruendo nuovi termovalorizzatori, un tema notoriamente controverso.

Inflazione

Destra – In risposta all’aumento dei prezzi, la coalizione di destra ha proposto di reprimere il prezzo dei beni di prima necessità abbassando l’imposta sul valore aggiunto. I prodotti energetici dovrebbero fare lo stesso.

Partito Democratico – Oltre a una serie di misure per aumentare salari e pensioni, il partito democratico ha anche scritto nel suo piano che intende ridurre le bollette energetiche, ma non ha spiegato specificamente come intende farlo. Una proposta più dettagliata riguarda l’istituzione di contratti di “luce sociale” che garantiscano alle famiglie a basso reddito e a basso reddito la fornitura di energia a prezzi controllati. Infine, il PD propone di realizzare 500.000 nuove unità abitative sociali in 10 anni.

Movimento 5 Stelle – In risposta all’aumento delle bollette energetiche, il M5S propone di rivedere il sistema di formazione dei prezzi del gas naturale. In particolare, intende disaccoppiare i prezzi dal mercato olandese TTF, il principale mercato di scambio di gas naturale in Europa, che, secondo la parte, è oggetto di speculazione. Non è però chiaro come il M5S intenda comprare il gas sui mercati internazionali, senza il TTF.

Riforme Istituzionali

Destra – Le riforme istituzionali proposte dalla destra sono state uno dei temi più caldi degli ultimi giorni. Il piano prevede a grandi linee l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Non viene elaborato, né spiegato, ad esempio, se questa modifica avrebbe bisogno anche di rafforzarne i poteri. Dopo la pubblicazione del programma, tuttavia, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha affermato che se andasse al governo, proporrebbe l’introduzione di un sistema presidenziale in Italia, in cui i cittadini eleggono un capo di Stato che ha anche potere esecutivo. Nei giorni seguenti, anche Giorgia Meloni si è detta favorevole all’introduzione di un sistema presidenziale.

Partito Democratico – Il piano del PD propone innanzitutto di approvare la nuova legge elettorale a partire dalla prossima legislatura. Tuttavia, non specifica di che tipo dovrebbe essere, e si limita a dire che non dovrebbe avere le “liste bloccate” rispetto all’attuale “Rostellum 2.0”: l’attuale sistema prevede infatti una lista di candidati eletti dai partiti graduati I candidati nel consiglio non possono essere cambiati ed è impossibile per gli elettori dare la preferenza a un determinato candidato.

Movimento 5 Stelle – Il piano propone di introdurre nell’ordinamento italiano la cosiddetta “sfiducia costruttiva”, una misura nelle costituzioni dei paesi per rafforzare la stabilità del governo. In sostanza, afferma che il governo non può essere scoraggiato se il Parlamento non vota contemporaneamente per la fiducia in un altro governo. Tra l’altro propone di estendere il diritto di voto a 16 anni, una legge che vieta ai parlamentari di cambiare partito politico durante la legislatura e il limite di due mandati – che vieta ai parlamentari di candidarsi per la terza volta a scelta del M5S – si estende anche a tutti altre parti.

Azione ed Italia Viva – La principale riforma proposta dal “terzo polo” è la revisione del candidato alla presidenza del Consiglio, introducendo il cosiddetto “Sindaco d’Italia”. Questo è un argomento molto importante, soprattutto per Matteo Renzi, che è stato più volte citato in passato. Sulla base di questa riforma, viene stipulata di comune accordo anche la riforma del sistema elettorale, e il presidente del Consiglio non sarà eletto dalla maggioranza di governo, ma direttamente dagli elettori.

Tasse

Destra – Nonostante due dei tre partiti della Coalizione (Lega e Forza Italia) siano da anni strenui sostenitori di una “flat tax” – cioè un’aliquota IRPEF uguale a tutti che andrebbe a sostituire le aliquote progressive e scaglionate attualmente esistenti – questa misura non è molto presente nel programma della coalizione. Se ne parla in punta di piedi, si dice che la flat tax del 15% sarà estesa a persone con partita IVA e che guadagnano fino a 100 mila euro l’anno (attualmente si tratta di redditi fino a 65 mila euro), questo si applica anche al “reddito aggiuntivo”, ovvero al reddito che supera il reddito dell’anno precedente. Il piano sostiene che potrebbe essere possibile un’ulteriore espansione a famiglie e imprese, ma non specifica. La destra propone poi una generale riduzione della pressione fiscale (anche qui non specificata), una semplificazione del sistema fiscale e la «pace fiscale», cioè la promozione di sistemi (non specificati) per risolvere rapidamente la situazione di chi ha debiti pregressi con l’Agenzia delle entrate.

Partito Democratico – Nel suo piano, il PD ha esplicitamente respinto la proposta di flat tax a favore del diritto a un “sistema fiscale equo e progressivo”. Il PD ha anche proposto l’abbassamento dell’aliquota IRPEF, a partire dai redditi medi e bassi, ma la sua proposta più notevole è quella di aumentare la retribuzione netta “fino a un mese” ogni anno, cosa che si otterrebbe tagliando i contributi Inps. Simile, ma mantenendo invariato il calcolo dei contributi pensionistici. Il PD sostiene che recuperando l’evasione fiscale e tassando i profitti extra delle società energetiche, i fondi saranno assicurati per profondi tagli alle tasse sul lavoro. Il partito propone poi vari altri sgravi fiscali, sia per i singoli, come “una tassazione agevolata per il secondo percettore di reddito in famiglia”, sia per le aziende, per esempio con l’azzeramento dei “contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni“, o grosse detrazioni fiscali per le startup.

Movimento 5 Stelle – Il movimento 5 stelle si propone di stabilizzare e fissare alcune regole con il supporto del legislatore: in primis il cosiddetto Superbonus, una detrazione fiscale per le ristrutturazioni che migliorino l’efficienza energetica di case e appartamenti, secondo il M5S che consentirà “investimento a minor costo nella transizione ecologica” diventa possibile. Nel piano M5S si propone di eliminare l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive pagate da imprese e imprenditori, e di ridurre il cuneo fiscale, che è una tassa sul lavoro, ma gran parte del focus è sulle misure per aumentare l’efficienza dell’ esattore delle tasse. Ad esempio, si consigliano le detrazioni fiscali immediate (M5S si riferisce al “cashback fiscale”) per le spese sostenute tramite strumenti elettronici e si aumenta la possibilità di pagare le tasse a rate. Da nessuna parte nei suoi piani il M5S parla di come intende finanziare queste misure.

Azione ed Italia Viva – Il cosiddetto “terzo polo”, più che promettere grandi tagli alle tasse, si tratta più di riformare e ristrutturare il sistema fiscale, semplificare le detrazioni e le aliquote IRPEF, abolendo l’Irap e passando a due aliquote IVA invece delle quattro attuali. Azione e Italia Viva intendono anche introdurre un “minimo esentasse”; un’esenzione fiscale completa per redditi molto bassi ritenuti “necessari per la sopravvivenza” e combinare così redditi al di sotto di questo minimo con fondi pubblici. In Italia non è prevista alcuna imposta sul reddito delle persone fisiche richiesto per reddito annuo fino a 8.174. Inoltre, hanno anche in programma di introdurre grandi agevolazioni fiscali per i giovani: esentasse fino all’età di 25 anni e riduzione delle tasse del 50% fino all’età di 29 anni.

Rapporti tra Russia e UE

Destra – Il posizionamento internazionale dell’Italia è il primo punto del piano di coalizione di destra e uno dei più controversi, dato il tradizionale scetticismo dell’Italia e dei fratelli della Lega nei confronti dell’UE, e la vicinanza al regime russo di Vladimir di Lega e Forza Italia. In effetti, il piano cerca di rassicurare le persone garantendo “il rispetto per la Società delle Nazioni” e “gli impegni presi nell’Alleanza Atlantica”, “sostegno all’Ucraina per l’invasione della Federazione Russa” e “pieno rispetto delle processo di integrazione europea”. Vi è tuttavia un elemento controverso ed è la proposta di revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica. Queste sono le regole di bilancio dell’UE nei suoi trattati che impongono limiti ai deficit e ai debiti degli Stati membri. La destra vuole rinegoziare questi limiti, probabilmente per poter fare più debito, ma potrebbero esserci conseguenze, soprattutto in un momento in cui la posizione economica dell’Italia è considerata piuttosto precaria sui mercati internazionali, e la Banca centrale europea ha attivato nuove misure per proteggere il paese dall’aumento dello spread. Queste misure potrebbero non essere sufficienti se l’Italia apparisse sui mercati come fiscalmente irresponsabile.

Partito Democratico – Sulla scena internazionale dell’Italia, il PD si allinea quasi interamente al governo Draghi: stretta integrazione con l’Ue, un processo che deve essere accelerato riformando il trattato per abolire il veto, mantenere la Western Union e sostenere l’Ue. Sostenere, poi, l’Ucraina che si oppone all’aggressione russa. Il PD propone anche di “parametrizzare” il Patto di stabilità, proposta in realtà molto più moderata di quella di destra.

Movimento 5 Stelle – il programma del M5S è simile a quello della destra in tema di Europa: “solida collocazione”, è europeista, ma riforma il Patto di stabilità. Una grande differenza rispetto agli altri partiti, però, è la questione della guerra in Ucraina: il piano non ne parla nemmeno una volta, ma parla di fermare la “corsa al riarmo”. Ciò significa che, in linea con le posizioni espresse da Giuseppe Conte nei mesi scorsi, il M5S vuole smettere di inviare armi in Ucraina e assumere una posizione più remissiva nei confronti della Russia.

Azione ed Italia Viva – Il piano Azione e Italia Viva è più sintetico per quanto riguarda il posizionamento internazionale dell’Italia, con particolare riferimento all’Unione Europea, in cui il processo di integrazione e di federalismo dovrebbe essere approfondito e accelerato. Propone una riforma del Trattato in senso federalista, eliminando la necessità di un voto unanime sulle decisioni e adottando una politica estera comune. Il piano parla molto fortemente della necessità di indipendenza dal gas russo quando si tratta di energia, ma non menziona mai l’Ucraina.

Articolo a cura di Mafalda Aiassa

È possibile visionare i programmi completi ai seguenti link:

Coalizione di destra: https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2022/08/16123859/programma-centrodestra.pdf

Patito Democratico: https://www.partitodemocratico.it/wp-content/uploads/AGGIORNAMENTO-PROGRAMMA_INSIEMEPERUNITALIADEMOCRATICAEPROGRESSISTA_160822.pdf

Movimento 5 Stelle: https://www.movimento5stelle.eu/elezioni-politiche-2022-programma-m5s/

Azione ed Italia Viva: https://issuu.com/azione_it/docs/impaginato

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