Tatarstan: un processo graduale di convivenza interreligiosa

La Repubblica del Tatarstan, chiamata in italiano Repubblica dei Tatari, in russo Республика Татарстан (Respublika Tatarstan) e in Tartaro Татарстан Республикасы (Tatarstan Respublikasy) è una repubblica della Federazione Russa, conosciuta per la sua capitale e città principale, Kazan. 

Il Tatarstan è una delle regioni più particolari della Russia, in quanto è terra di una delle minoranze culturali e linguistiche più forti e diffuse nella Federazione e, più in generale, in est-Europa ed Asia Centrale: i Tatari (chiamati più comunemente Tartari). I Tatari sono un popolo di origine turca che attualmente si trovano nei territori di Russia (in Tatarstan, appunto, ma anche in alcune regioni della Siberia), Ucraina (minoranza tatara in Crimea), Polonia e paesi Caucasici e dell’Asia Centrale. La loro, però, è una storia millenaria: i Tatari erano inizialmente un popolo nomade, che emigrò dai territori dell’Impero Mongolo di Gengis Kahn verso i territori russi corrispondenti all’attuale Tatarstan: qui entrarono in contatto con i gruppi etnici locali e si convertirono all’islam, religione professata ancora oggi in Tatarstan. I Tatari in Russia, chiamati Tatari del Volga ebbero una propria entità statale, il Khanato di Kazan, per circa un secolo, fino a quando, a metà del XVI secolo, il Khanato fu conquistato dalle truppe di Ivan il Terribile ed annesso all’Impero Russo. Tale annessione comportò una conversione forzata della popolazione tatara al cristianesimo ortodosso e all’inasprimento delle relazioni tra la minoranza tatara e le autorità dell’impero zarista. Con la zarina Caterina II, la minoranza tatara conobbe una maggiore libertà religiosa, che portò a relazioni più amichevoli con le autorità dell’impero russo fino alla Rivoluzione d’Ottobre del 1917 e all’inizio della guerra civile nel 1918, momento in cui i Tatari, dopo lo scioglimento dell’Impero Russo, crearono la Repubblica autonoma dell’Idel-Ural, fondata sulla religione musulmana. Ma tale repubblica fu inglobata nell’Unione Sovietica e nel 1920 fu fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Tatara (RSSA Tatara): da questo momento, il regime comunista impose il divieto di professare qualsiasi religione, e i Tatari persero la libertà di professare l’islam. 

La RSSA Tatara cessò di esistere nel 1990, anno in cui prese vita l’attuale Repubblica del Tatarstan, in cui si ricominciarono a professare le due religioni più diffuse, il Cristianesimo ortodosso e l’Islam. Sin da subito, le autorità russe vollero garantire una maggiore autonomia alla Repubblica, per evitare eventuali disordini interni: conseguenza di ciò è stata la firma, nel 1994, del “Trattato tra la Federazione Russa e la Repubblica del Tatarstan sulla delimitazione delle materie giuridiche e sulla reciproca delega di poteri tra gli organi statali della Federazione Russa e gli organi statali della Repubblica del Tatarstan”. Un altro passo importante è stata la firma nel 2007 di un nuovo trattato aggiuntivo in materia di autonomia, il “Trattato sulla delimitazione delle materie e dei poteri giurisdizionali tra gli organi statali della Federazione Russa e gli organi statali della Repubblica del Tatarstan”. 

Attualmente, il Tatartsan rappresenta un unicum all’interno del panorama russo e mondiale, dal momento che è uno dei pochi esempi in cui la convivenza religiosa non è causa di instabilità. Differentemente da altri stati federati della Russia con etnie di religione musulmana, come la Cecenia, il Dagestan o l’Ossezia del Nord, caratterizzati da forti scontri tra le autorità russe e le forze indipendentiste islamiche e che in passato hanno visto addirittura un vero e proprio conflitto in seguito allo schieramento dell’esercito russo, la Repubblica del Tatarstan, non è stata caratterizzata da tali violenze. Le motivazioni sono innumerevoli e sono sia strutturali, che politiche. Da un lato, il Tatarstan è una delle zone più ricche dell’intera Russia: grazie ad una fiorente agricoltura e ad un’industria specializzata nei settori chimico e petrolchimico, il Tatarstan vanta un tessuto economico abbastanza solido. Molte aziende operanti nel settore energetico sono nate in Tatarstan, prima tra tutte la compagnia petrolifera TATNEFT, una delle principali nella Federazione. Consultando alcuni dati, il Tatarstan risulta essere l’ottavo ente federale russo per PIL regionale, mentre è il quindicesimo ente federale russo per PIL pro capite, con un valore ben superiore alla media. L’aspetto economico rappresenta una delle principali differenze tra il Tatarstan e le altre repubbliche russe con etnie di religione musulmana: queste ultime hanno delle situazioni economiche difficili, e risultano essere tra le zone più povere della Russia. Questo ha sicuramente portato maggiormente alla nascita di movimenti indipendentisti, spesso di matrice terroristica, con conseguenti disordini sociali.

Le motivazioni politiche a favore della stabilità della Repubblica del Tatarstan si basano sempre sul grande potenziale economico della regione, che ha catturato l’attenzione delle autorità statali. Già lo status amministrativo di cui gode il Tatarstan deriva dal volere delle autorità centrali di concedere una consistente autonomia a questa particolare regione. Considerando che la Federazione Russa è composta da diverse entità amministrative, tra cui le più numerose, gli области (oblast), entità federate base, e le республики (respubliki, repubbliche), entità federate con maggiore autonomia, il Tatarstan è una Repubblica, e ciò gli concede una maggiore autonomia in molti ambiti.

Le autorità tatare, avendo a disposizione un mix positivo di grande potenziale economico e autonomia amministrativa, sono riuscite a creare un ambiente dinamico, che ha attratto investimenti esteri e che, soprattutto, ha potuto garantire la libertà di religione. Inoltre, per celebrare il successo della convivenza tra due religioni, nel 2005 a Kazan è stata costruita la Moschea di Kul Sharif, la più grande della città, nel Cremlino, proprio accanto alla Cattedrale ortodossa dell’Annunciazione, per simboleggiare la coesistenza di due religioni nella stessa terra. Inoltre, sempre per celebrare il dialogo interreligioso, è stato edificato nella periferia di Kazan il “Tempio di tutte le religioni”, costruito con diversi stili architettonici appartenenti alle diverse religioni del mondo, sempre a simboleggiare la libertà di culto e la coesistenza interreligiosa.

Kazan, e più in generale il Tatarstan, sono dunque diventati uno dei maggiori centri culturali ed economici dell’intera Russia, e la stessa Kazan può competere con le principali città della Russia come Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg. Kazan, infatti, è diventata una città internazionale con molte opportunità lavorative e di svago che attrae molti turisti stranieri: per esempio, Kazan ha ospitato nel 2015 e nel 2022 i mondiali di nuoto, per cui hanno visitato la città numerosi atleti e turisti da tutto il mondo.

Infine, la grande convivenza religiosa presente in Tatarstan mostra un ambiente molto più liberale se comparato alle altre zone della Russia, che comunque fatica ancora ad arrivare agli standard di libertà della maggior parte degli altri paesi europei. Ciononostante, Kazan è stata teatro negli anni passati di numerose rivolte anti-governative, mentre con la situazione attuale della guerra in Ucraina, Kazan è stata interessata da numerose rivolte anti-guerra e da numerosi arresti di giornalisti ed attivisti. Questo dimostra come la visione politica del Tatarstan, che ha portato ad un buon esempio di convivenza religiosa, spesso si scontri contro la visione più tradizionalista ed autarchica dello stato russo.

A cura di Antonio Tummolo

Referenze:

https://www.treccani.it/enciclopedia/tatarstan/

https://www.treccani.it/enciclopedia/tatari

https://tatarstan.ru/eng/about/human.htm

https://www.statista.com/statistics/1307726/russia-regions-with-highest-grp/

https://www.tatneft.ru/en/o-kompanii/history

https://visit-tatarstan.com/en/places/religion/kul-sharif/

https://visit-tatarstan.com/en/places/attractions/hram_vseh_religij/

https://www.rferl.org/a/police-russia-tatarstan-search-homes-journalist-activist/32157319.html

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